Una lettrice mugellana, Paola Capitani, ci ha inviato una lettera di protesta diretta al servizio delle Ferrovie Italiane, spesso nel mirino per lamentele e disagi denunciati dagli utenti. Negli anni, molte sono state le critiche mosse riguardo ai ritardi dei treni, la manutenzione di questi e delle stazioni, la mancanza di biglietterie e tanto altro, ed altrettante sono state le risposte attuate dall’azienda nel tentativo di elevare il grado di soddisfazione dei propri utenti. Questa lettera è di particolare interesse in quanto di poco posteriore all’indagine regionale riguardo la Costumer Satisfaction (clicca qui per l’articolo di OK!Mugello), secondo la quale gli utenti Toscani vedrebbero da qualche anno ormai innalzarsi il proprio grado di soddisfazione. Tutto ciò, però, appare completamente in contrasto con la testimonianza inviataci dalla nostra lettrice, che vi riportiamo di seguito. Ovviamente i disagi variano da stazione a stazione e non è detto che questi siano presenti in tutte le città, ma, se tanto è stato fatto, tanto ancora è necessario fare per riuscire a rendere tutta la popolazione fiera di un servizio che dovrebbe essere funzionante e funzionale, come dimostrano le seguenti parole:
«Viaggio in treno da oltre trenta anni e con tristezza noto che per quanto riguarda il problema dell’abbattimento delle barriere architettoniche, auspicato già dagli anni ‘80 per una sollecitazione europea, siamo ancora molto lontani dall’obiettivo. L’iniziativa www.vorreiprendereiltreno.it ne è una testimonianza lampante, ma non occorre essere disabili per verificare che ancora scale e scalini impossibili da salire affliggono i poveri utenti delle ferrovie; per non parlare di ascensori mancanti nelle principali stazioni. Belluno li ha solo fino al binario 3, mentre Rimini fino al binario 5. Senza considerare i con gravi problemi per il trasporto biciclette, infatti molti ascensori non sono adatti a contenerle, obbligando a tenerle in piedi. Occorrono dunque tre mani per tenere la bici e premere il malefico pulsante e all’arrivo spesso la porta si apre sul lato diverso da quello di partenza Inoltre a Firenze hanno rialzato le massicciate di alcuni binari ma hanno mantenuto i sottopassaggi con le scale di Maya memoria. Sui regionali superati è un indovinello capire dove mettere le biciclette, nonostante il treno sia segnato come adatto al trasporto di queste, mentre sui regionali moderni solo due utenti possono inserire le bici nei supporti, se hanno tre mani: due per tenere i sedili ribaltati e uno per inserire la bici. Per non parlare dei carica batterie spesso inutilizzabili su molti regionali. Ma noi continuiamo a prendere il treno, e a perdere le coincidenze! Da novembre 2015 prendo il treno tra Bologna e Belluno e regolarmente la freccia arriva a Padova con venti minuti di ritardo, giusto in tempo per perdere la coincidenza e, grazie alla mitica programmazione che ha tolto la tratta diretta Padova-Belluno, bisogna fare un altro cambio a Montebelluna per il quale il pendolare ringrazia sentitamente. Per cui da Borgo San Lorenzo, dove abito, a Belluno, dove vado da sei mesi, impiego spesso circa sette ore… potevo andare a New York! Ma continuo imperterrita nonostante tutto e spero che i miei pronipoti possano vedere dei cambiamenti nelle reti e nei servizi.»












