Sono stati confermati i picchi di radioattività rilevati a Paterno, in alcuni casi con valori di ben 15 volte superiori al livello considerato ‘normale’. Lo rende noto l’assessore all’Ambiente del comune di Vaglia, Riccardo Impallomeni, citando l’ultima relazione Arpat (centrata proprio sulle analisi sulla radioattività). E non è la sola cattiva notizia. Perché sarebbero stati riscontrati anche nuovi casi di tumore tra gli abitanti della zona. In particolare ora i casi sono quattro, dei quali tre nell’area più vicina alla cava. Prende più forza, così, la richiesta di Comune e Asl di effettuare una nuova indagine epidemiologica tra gli abitanti della zona. Dopo che anche quella condotta nel 2014 aveva riscontrato un’indice di mortalità per tumore più alto rispetto ai valori attesi. Come agire adesso? Purtroppo i nuovi riscontri sembrano complicare ulteriormente la vicenda; in quanto rimozione e smaltimento dovranno ora seguire processi più stringenti ed onerosi. Anche per questi nuovi aspetti sarebbe stato interpellato direttamente il Ministero, e Paterno sarebbe stato inserito in una lista di siti ‘critici’. E su tutto questo si instaura anche una questione tecnica. Nel caso di Paterno, infatti, i sacconi contengono anche sabbie di granato, ma la normativa italiana per le sabbie radioattive prevede le modalità di smaltimento per quelle zirconifere. Ci sarà, quindi, da chiedere e ottenere, che anche i ‘veleni’ di Paterno siano trattati allo stesso modo e con le stesse cautele.
Paterno, Radioattività anche 15 volte oltre il ‘normale’. Nuovo screening sanitario












