Mugello

Paterno. La calce fatta con i fanghi delle concerie: “Colorava di rosso perfino le mattonelle

Paterno. La calce fatta con i fanghi delle concerie: Colorava di rosso perfino le mattonelle

Il molti si chiedono ora: in quante case di mugellani è stata usata? Il dramma di Paterno, infatti, esce dai confini della cava per gettare un’ombra sinistra sull’utilizzo della calce che veniva prodotta mescolando materiali di incerta natura e fanghi delle concerie toscane. Sarà utile, a questo proposito, riportare alcuni stralci di testimonianze pubblicate oggi dal quotidiano La Nazione: Nell’ottobre del 2014, ad esempio, il lavoratore Salvatore Resia testimoniava:

“finito di prendere i fanghi dell’Alta Velocità, spenti i forni ed eliminati i mulini il Lanciotto ha detto che aveva trovato del materiale […] e voleva provare a fare la calce”. E ancora: “Questo materiale però puzzava [….] Mi ricordo di un giorno in cui dopo mangiato, mentre levoravo con questo materiale sono stato male e il giorno dopo parlando con l’autista mi ha detto che anche lui aveva avuto problemi di salute pulendo il cassone da questo materiale”.

Sempre da La Nazione di oggi appare quasi comico (se non fosse tragico) il tentativo di mascherare l’odore che la calce aveva usando la lettiera per gatti (è sempre Resia che parla):

“Ricordo che un giorno venne il Lanciotto insieme ad un signore, tale Renzo, proprietario o dipendente del posto da dove si prendeva questo materiale […] Ricordo che fecero addirittuta delle prove con la lettiera per gatti per assorbire l’odore”. Fino alla decisione di smettere di usarlo per produrre la calce “Sarebbe stata sua intezione – racconta – utilizzarlo per il ripristino della cava”.

E ancora:

“modificava anche il colore del cemento, tanto che un costruttore ha chiamato lamentando che le mattonelle posate sopra il cemento avevano assorbito il colore rosso e chiedendo i danni”.

Ed è la stessa autorità giudiziaria a scrivere:

“Dalle testimonianze sopra riportate emerge che il rifiuto che emanava cattivo odore proveniva dalle industrie conciarie”.

Con il racconto di altro testimone, Mirco Marchi, all’epoca autista:

“Sono stato incaricato dal signor Lanciotto Ottaviani di andare a caricare in zona Santa Croce – San Miniato di Pisa”.

Tutto materiale che adesso si troverebbe accumulato sotto il capannone di Paterno…

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