Lo comunica il sindaco di Vaglia, che scrive:
Dopo la condanna per l’art. 650 c.p. e art. 192 del decreto legislativo sull’ambiente, per non aver messo in sicurezza l’area dell’ex cava di Paterno, ordinata dal Sindaco di Vaglia, arriva la conclusione delle indagini penali nei confronti di Ottaviani Lanciotto, padre, e Ottaviani Tullia, figlia, riguardo ai rifiuti stoccati e occultati nell’area di cava e dello stabilimento della calce. Escluso i sacconi della Med Link, con il polverino Mesh 500, la cui indagine è stata spostata alla Procura di Genova e segue tutto un iter suo. Cosa contesta il PM nell’avviso di conclusione delle indagini? La contravvenzione agli art. 110 codice penale e 256 del decreto sull’ambiente perché in qualità di amministratore unico, liquidatore, rappresentante legale, ciascuno per varie società che si sono succedute l’una all’altra, “…realizzavano e gestivano una discarica non autorizzata di rifiuti pericolosi e non pericolosi all’interno del perimetro dell’ex cava di Paterno….”. In particolare di rifiuti: “fanghi di concerie…scarti delle salamoie prodotti dalla Solvay Chimica Spa……rifiuti misti da demolizione…almeno 100 pneumatici…duecento sacconi di plastica contenenti rifiuti non identificabili…rifiuti contaminati da idrocarburi…..manufatti in fibrocemento….”. Cosa rischiano gli Ottaviani? Una condanna da 1 a 3 anni di arresto ed un’ammenda da 5.200 a 52.000 €. La confisca dell’area, previo obbligo di bonifica e ripristino dei luoghi. Gli indagati hanno ora venti giorni di tempo per visionare gli atti, chiedere di essere interrogati, presentare memorie. Intanto noi, appena avremo conto della documentazione allegata alla conclusione delle indagini, procederemo con l’emissione dell’ordinanza per avviare l’iter amministrativo di caratterizzazione dei rifiuti, la loro rimozione e smaltimento. E poi la bonifica. Un lungo percorso! Augh. Leonardo, sindaco












