Vaglia

Paterno. Arriva il georadar, e si cerca anche fuori dal capannone

Paterno. Metalli pesanti e idrocarburi nei campioni prelevati da Arpat

‘Finalmente’, con il georadar, si cercherà anche nelle collinette artificiali che si trovano intorno al piazzale ed ai capannoni della ex cava di Paterno. E ieri (mercoledì 7 gennaio) i tecnici ed i geologi del Corpo Forestale dello stato hanno eseguito rilievi topografici all’interno del perimetro della cava. Perché? Per ricostruire l’originario andamento del terreno e capire quali siano le collinette artificiali e quali gli eventuali affossamenti riempiti di rifiuti. Poi sarà la volta dell’utilizzo di un sofisticato ‘georadar’ e di prospezioni sismiche che, tramite l’applicazione al suolo di piccole onde e scosse, misureranno la reazione alle sollecitazioni del suolo. In modo da stabilire la sua composizione e rilevare la presenza di elementi anomali come, ad esempio, fusti o barili sepolti. E che, all’interno del capannone, aiuterà a quantificare con precisione il volume dei rifiuti E non è finita: perché il georadar riuscirà anche a determinare la conformazione del terreno e scoprire, ad esempio, eventuali depositi di tipi diversi di terreno, come lo smarino proveniente dagli scavi dell’Alta Velocità (disseppellendo così un altro ‘fantasma’). E intanto anche i tecnici incaricati dalla proprietà hanno ricevuto dalla Procura il permesso di entrare nella cava. In modo da elaborare un piano per la rimozione e lo smaltimento dei sacconi contenenti il rifiuto industriale Polverino 500 Mesh

Change privacy settings
×