Scarperia e San Piero

‘Pasticcio Pianvallico’. La nota della Lista Civica…

La Pianvallico diventa totalmente pubblica. L'Unione rileva le quote...

Hanno scatenato un vero e proprio ‘putiferio’ le anticipazioni pubblicate ieri da OK!Mugello sul futuro della Pianvallico e sulla mozione discussa all’interno del Consiglio Comunale di Scarperia e San Piero; che porterebbe (secondo i promotori) l’ente a dover dismettere le proprie quote. Per fare maggiore chiarezza sulla vicenda ecco comunque il comunicato della lista civica Idea 2.0, che riportiamo in versione integrale:

A volte succede. Il 4 novembre è successo. In Consiglio comunale di Scarperia e San Piero, tra gli innumerevoli punti all’ordine del giorno, si doveva trattare una mozione promossa dalla Lista Civica Idea 2.0, presentata in data 8 ottobre 2014 e relativa alla ratifica di una delibera comunale dell’ex Comune di San Piero a Sieve, circa la dismissione, a mezzo cessione delle quote di capitale sociale detenute nella società partecipata PianvallicoSpA. Nella stessa mozione si chiedeva di esprimersi sull’esistenza stessa di quella società pubblica in relazione alla sua utilità ed indispensabilità come servizio reso alla collettività. Il segretario comunale del vecchio Comune di San Piero a Sieve si era già espresso in merito, ritenendo i servizi della PianvallicoSpA non utili. Interpellato il segretario del Comune di Scarperia e San Piero, durante la seduta del Consiglio comunale del 4 novembre 2014, ha espresso invece un parere favorevole, malgrado quanto prescritto dall’articolo49, dello Statuto del Comune di Scarperia (acquisito dal nuovo Comune, frutto della fusione) nel quale si dichiara, ad esempio,che le attività [devono essere] rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere e garantire lo sviluppo civile ed economico della comunità locale. E anche cheI servizi possono essere erogati altresì attraverso società a capitale interamente pubblico o attraverso società miste, partecipate dal Comune ed aperte all’apporto di soggetti privati che offrano garanzie di solidità economica e capacità imprenditoriale.  Queste caratteristiche delle società partecipate non sembra possano essere riscontrate né nel vecchio Statuto della PianvallicoSpA, né in quello sottoposto a votazione dell’Unione dei Comuni, ma poi ritirato per meglio poter individuare le caratteristiche della stessa società. Si rileva inoltre che il bilancio della società PianvallicoSpA, in contraddizione con quanto su espresso, in relazione alla solidità economica, risulta in passivo da anni, come per altro formulato nella mozione in oggetto. Al termine di una appassionata discussione, dove non si è comunque scesi nel merito delle questioni proposte dalla mozione ma si è invece evidenziato il modo “subdolo” in cui è stata presentata la stessa, si è proceduto alla votazione. Questo è il testo su cui si è votato:   Si chiede al Consiglio Comunale di esprimersi, a mezzo votazione in aula, se l’attività della Pianvallicos.p.a. e l’esistenza stessa di quella società pubblica siano da ritenersi utili e indispensabili per la cittadinanza, ovvero se quanto discusso, deliberato ed approvato dal già Comune di San Piero a Sieve debba essere oggi abrogato. Riteniamo di dover sottolineare come il testo sia tutt’altro che subdolo: la chiarezza del quesito posto è disarmante. La mozione richiedeva di esprimersi sull’utilità e indispensabilità della società in questione. La mozione chiedeva inoltre se dovesse essere abrogata la delibera 87 del 19/9/2011 ratificata dal Consiglio Comunale di San Piero a Sieve (oggi accorpato a quello di Scarperia), con delibera n°27 del 29/9/2011. Risulta piuttosto evidente che, i consiglieri favorevoli alla utilità e alla abrogazione della Delibera sanpierina avrebbero dovuto votare SI. In ogni caso risulta capziosa e priva di fondamento ogni illazione, vista anche la puntuale disamina avvenuta a mezzo discussione in Consiglio, proprio sulla formulazione della mozione stessa. La votazione è avvenuta con il seguente esito:  

consigliere lista presente voto
Luca Parrini Lista Civica Idea 2.0 presente NO
Rodolfo Cipollone Lista Civica Idea 2.0 presente NO
Tatiana Bertini Liberamente a Sinistra presente NO
Viviana Rossi Movimento 5 Stelle presente NO
ElisaBarlazzi Movimento 5 Stelle assente
Ruggero Sozzi Centrosinistra con Ignesti assente
Emiliano Brunelli Centrosinistra con Ignesti assente
Filippo Giovannini Centrosinistra con Ignesti assente
Federico Ignesti Centrosinistra con Ignesti presente astenuto
Fabrizio Boni Centrosinistra con Ignesti presente astenuto
Pietro Modi Centrosinistra con Ignesti presente astenuto
Isabella Tiengo Centrosinistra con Ignesti presente astenuto
Elena Serotti Centrosinistra con Ignesti presente astenuto
Daniele Nardoni Centrosinistra con Ignesti presente astenuto
Enrico Marchi Centrosinistra con Ignesti presente astenuto
Claudio Piccirillo Centrosinistra con Ignesti presente astenuto
Massimo Mecatti Centrosinistra con Ignesti presente astenuto

  Non sappiamo quale sia stato l’intendimento dei Consiglieri di maggioranza, espresso attraverso l’astensione dal voto. Fatto sta che la loro presenza in sede di discussione e di voto ha garantito il numero legale. L’articolo 69 del regolamento del Consiglio Comunale è chiaro: al comma 1 recita:

  • Salvo che per i casi espressamente previsti dalla legge, nei quali si richiede un “quorum” speciale di maggioranza, ogni deliberazione del consiglio si intende approvata quando abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei votanti. 


al comma 3 recita:

  • I consiglieri che si astengono dal voto si computano nel numero necessario a rendere legale l’adunanza, ma non nel numero dei votanti. 


La presenza in aula degli astenuti è quindi garanzia per la regolarità della votazione. La loro astensione non incide sul numero dei votanti e quindi la maggioranza si raggiunge sulla base dei soli consiglieri che hanno espresso il voto. Fatto sta che con 4 voti a favore, con nessun voto contrario, il Consiglio Comunale si è palesemente espresso negando l’utilità e indispensabilità dei servizi della PinvallicoSpA e, al contempo, non abrogando la delibera del Comune di San Piero, la recepisce come vincolante anche per il nuovo Comune. La conseguenza è tanto interessante quanto inaspettata. Aspettiamo quindi che la Giunta Comunale dia seguito a quanto votato in Consiglio e proceda alla dismissione delle quote societarie. Questa volta le pentole sono rimaste senza coperchio.  

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