Mugello

Partigiani & Giovani. La bella riflessione di Cristina Becchi

Partigiani & Giovani. La bella riflessione di Cristina Becchi

Scrive Becchi (assessore del Comune di Borgo San Lorenzo) In occasione del Raduno dei Partigiani e dei giovani sul Montegiovi: Quello che siamo stati quello che siamo passa attraverso queste strade, questi boschi, quello che eravamo ci ha reso quello che siamo ed è passato attraverso questi viottoli polverosi, questi alberi imponenti, questi nascondigli scomodi. Volti e occhi che hanno fatto la storia e che gridano come un eco lontano i principi che costituiscono il nostro paese, libertà, uguaglianza e pace. Siamo figli e figlie di questa storia e siamo chiamati come istituzioni, come amministratori a lasciare un segno concreto del nostro passaggio. Un segno che diventa sempre più difficile, in un’epoca dove le certezze mancano, le salite sembrano interminbili e dove si trovano sempre meno risposte. Un’epoca dove diventa sempre più profondo il solco dell’incomprensione tra chi governa ed il cittadino, dove il dialogo si basa su astio e rancori, dove diventa più facile gridare no che aiutare a capire la strada per il si, un’epoca dove non si lotta più insieme, ma semplicemente l’uno contro l’altro. Guerre fragili che indeboliscono le istituzioni e che ci allontanano gli uni dagli altri. Ed è per questo che fermarsi e ricordare chi eravamo ci aiuta a capire chi vorremo essere. Questa Italia così calda e accogliente. Questa Italia che contesta, si arrabbia, discute e litiga ma che non nega un patto caldo ed un letto a chi non lo ha. Questa Italia polemica ed a tratti arrogante ma che ha ancora la forza e il coraggio di insegnare all’Europa cosa vuol dire essere tutti cittadini dello stesso cielo. Questa Italia povera e ricca, debole e forte, pronta alle sfide ma anche alle sconfitte, questa Italia che intreccia le proprie radici con questi alberi e ci insegna che la grandezza si raggiunge partendo con l’annaffiare ciò che abbiamo di più caro. Ritroviamo la pace tra noi, ricominciamo ad ascoltare l’altro perché le parole combattono le divisioni, le parole combattono le incomprensioni, le parole non hanno bisogno di spade. Riscopriamo il valore delle nostre istituzioni, difendiamolo, perchè questa libertà ci è costata cara, perché per vincere questa opportunità abbiamo perso molte vite. Le immagini che vediamo sui giornali, che la televisione ci trasmette raccontano un mondo che sinceramente non mi appartiene, raccontano una umanità che sinceramente non comprendo. Cosa ci è successo quando abbiamo smesso di guardare negli occhi le persone, quando abbiamo smesso di avere fiducia nell’altro, quando abbiamo cominciato ad odiare le nostre istituzioni. Quando abbiamo smesso di essere contenti perciò che ci è dato e forti per conquistare quel pezzo che ci manca. Ci piangiamo addosso, critichiamo, gridiamo e non parliamo più, non ci confrontiamo più. Più della dittatura ciò che mi fa paura è l’indifferenza, ciò che mi spaventa è il niente culturale che coltiviamo è lo scollamento della società. Custodiamo e proteggiamo i valori che hanno reso l’italia il bellissimo paese che è, quel paese che ha lottato senza paura per la propria libertà, che ha protetto i più deboli e sperato nel futuro. Non dimentichiamo chi siamo, non scordiamo chi è l’Italia. Grazie

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