OK!Mugello lancia un nuovo appuntamento settimanale: questa volta con la riflessione ed il commento. Ogni domenica mattina sceglieremo una notizia della settimana appena trascorsa. E proveremo, speriamo insieme ai lettori, a riflettere e commentare quanto accaduto. Ma attenzione: il nostro Dna, lo sapete bene, sta nell’informazione in tempo reale: nello svolgere quasi il ruolo di un’agenzia di stampa per il Mugello (grazie alle migliaia di occhi dei nostri utenti che ci inviano tante, e gradite, segnalazioni). Questo è quello che sappiamo fare e non lo vogliamo cambiare; quindi tranquilli. Però, per una volta nella settimana, vogliamo provare a fare anche altro: ossia ad accendere il cervello e riflettere, insieme a voi, su di una notizia dei sette giorni precedenti. E questa volta abbiamo scelto le tasse sulla casa. O meglio la beffa della scadenza di Imu e Tasi nei Comuni ‘alluvionati’. Che tanto ha fatto discutere nei giorni scorsi. Perché? Perché può essere elevata a paradigma di un’Italia ‘raffazzonata’, fatta di soluzioni alla ‘carlona’ e dell’ultimo minuto. Tanto per poter dire (questa è l’impressione) ‘l’abbiamo fatto’ o ‘ci abbiamo provato’. Peccato, però, che a volte provare (così a caso) non basti. Quando si parla dei soldi delle persone (e del tempo e dei sacrifici che si chiedono loro) occorre saper agire in maniera competente ed a ‘colpo sicuro’. E in questa vicenda, pare, le cose fatte un po’ troppo alla buona sono state ben due. Proviamo ad esaminarle con la freddezza del ‘giorno dopo’.
- Una misura a tappeto per tutti i contribuenti. Questo è un argomento forse un po’ impopolare (si sa che quando c’è uno sconto tutti lo vogliono). Però ci proviamo lo stesso: che senso ha, chiediamo, togliere (o rimandare, come in questo caso) le tasse a tutti quelli che abitano nel comune? Anche a chi l’acqua non l’ha vista neanche da lontano? Mistero. Non sarebbe stato meglio, chiediamo, destinare parte delle risorse raccolte con la tassazione a chi, effettivamente, ha subito dei danni? Ancora mistero…
- La beffa del rinvio dal 16 al 22 dicembre (!!!). Spero si rendano conto, i nostri politici, che dietro alle cartelle e a dei numeri ci stanno delle famiglie che lavorano. Per le quali spesso (quasi sempre) il tempo è tiranno quasi come il denaro (che non basta mai). Che senso ha (è la seconda volta che uso questa frase, mi ripeto e non mi piace, ma andiamo avanti). Che senso ha dicevo (e tre) far fare a queste persone due o tre viaggi dal ragioniere, in banca o da chiunque li aiuti nel calcolo del pagamento delle tasse? Prima c’è da pagare…. E allora vai ad ordinare il pagamento… poi no… E allora corri a ritirare il pagamento (anche perché, naturalmente, la nuova data non era stata indicata, e si pensava ad una dilazione più ‘sostanziosa’).. Salvo poi scoprire che bisognava comunque pagare dopo pochi giorni….
Non è che tutta questa incertezza finisce per alimentare la percezione dell’Italia come il paese dei furbi? Nel quale i pochi che pagano devono sottostare a tutti i capricci di una burocrazia che appare sempre più folle? Con i furbi che se la ridono? Speriamo di no… sarebbe ben triste… Delle domande alle quali ci piacerebbe potessero rispondere con la propria opinione e le proprie esperienze anche i nostri lettori.











