Per questo editoriale voglio prendere a prestito una definizione della prima repubblica: la ‘democrazia bloccata’. Cos’era? Era quella particolare caratteristica dei paesi del blocco occidentale del mondo (tra i quali l’Italia) dove c’era un forte partito comunista che, pur rappresentando una consistente fetta di elettorato, era di fatto escluso dalla possibilità di governare il paese in virtù della cosiddetta ‘conventio ad excludendum’. Con il risultato che forze politiche dello stesso schieramento (più o meno) hanno governato per decenni; sviluppando un senso di impunità che ha dato i risultati che tutti conoscono… Cosa c’entra tutto questo con il Multi+? Con il Multi+ inteso come palazzo fisico forse anche niente. Ma con la situazione del Mugello direi che c’entra molto, anche se a parti rovesciate e anche se la recente vittoria di Omoboni ha lanciato un (timido) segnale in senso inverso. Voglio partire da qui, dicevo, per analizzare la recente (e clamorosa) situazione. Su OK!Mugello, anche negli ultimi giorni, si sono rincorsi tanti comunicati (di quasi tutti gli schieramenti) sulla questione. E le opposizioni (come è naturale che sia) hanno posto tante domande e chiesto conto di tante situazioni. Per tutto questo vi rimando a loro e a tutti gli articoli usciti su OK!Mugello. Io voglio solo tornare sulla questione fondamentale. A costo di ripetere cose già dette e di ‘scoprire l’acqua calda’ la voglio mettere ancora una volta in evidenza. Perché, personalmente, mi sembra talmente clamorosa da rasentare l’incredibile. Come è possibile, mi chiedo e chiedo, acquistare un immobile senza venire a sapere che è gravato da ipoteca? La questione è questa: né più né meno. Intorno a questa si è sviluppato un botta e risposta di comunicati che, lasciatemelo dire, sfiora il ridicolo. E che (mi perdoneranno gli interessati per l’eccessiva semplificazione) sembra un gioco tra bambini del tipo: “”Lui non me lo ha detto!!!!”” “”Sì, ma lui non me lo aveva chiesto!!!”” … e via di questo passo. Solo che dalla questione dipende una notevole quantità di soldi pubblici. Che rischiano (speriamo sinceramente di no) di finire (anche se indirettamente) nelle casse di una banca. Che per di più (stando così le cose, ma spero di essere smentito) avrebbe anche ragione! Resta poi la questione del mancato perfezionamento del passaggio di proprietà… Cosa per la quale si sono attesi invano anni… e per la quale sembra iniziare più o meno lo stesso balletto di responsabilità (la colpa, si sà, morì fanciulla e nessuno la volle sposare!). Ma torniamo, per concludere, alla democrazia bloccata. E sveliamo l’interrogativo iniziale. Cosa c’entra, dicevamo? Forse niente… Però permettete che vi lasci con una domanda: “”Non è che la troppa sicurezza di amministrare, anche negli anni futuri, la cosa pubblica, abbia inibito le più elementari cautele?””. La buona fede, lo voglio chiarire, non è certo in discussione; ma allo stesso appare evidente un certo pressapochismo. Che purtroppo, in tempi di ‘vacche magre’ non ci possiamo più permettere!
Parliamone… di domenica. Borgo, il Multi+ e la democrazia bloccata











