Potremo, prima o poi, tornare nelle nostre case? Oppure dobbiamo attrezzarci già da ora per portare via mobili ed arredamenti in vista di ulteriori crolli? Queste, su tutte, le domande che aleggiavano ieri sera (giovedì 6 febbraio) nell’assemblea pubblica di Panicaglia. Nella quale il sindaco, Giovanni Bettarini ed il responsabile dell’ufficio tecnico, Paolo Pinarelli, hanno incontrato un folto pubblico di residenti (oltre 100 persone) nel circolo Lo Stradone (posto a poche centinaia di metri dalla zona della frana).
Domande a cui, però, nessuno è in grado di dare una risposta. Bettarini e Pinarelli, alla presenza in sala di molti esponenti politici borghigiani e di un consigliere regionale, hanno spiegato la situazione del dettaglio. E Pinarelli, con l’ausilio di mappe e cartografia, ha spiegato come il fronte della frana sia ormai esteso per 7 ettari, con un punto di rottura che va dai 10 (accertati) ai 25 metri (ipotizzati) di profondità. Una frana, comunque, ancora in movimento; tanto che ci si attendono nuove spaccature ed aperture negli immobili già evacuati.


Intanto, hanno spiegato, sono stati stanziati 50mila euro e sono in via di realizzazione interventi di bypass da parte di Enel, Telecom e Toscana Energia. Per evitare che l’eventuale progredire della frana causi l’interruzione delle forniture alla frazione.
Tante le domande del pubblico. Soprattutto sul perché si sia potuti giungere a questo punto senza sospettare quello che stava accadendo. In quanto, questa l’ipotesi, con il senno di poi si potevano vedere i segnali. Come una frana che, già nel 1992, interessò la zona. Da tutti, insomma, è arrivata la richiesta di maggiore attenzione per la frazione. Basterà? Sarà troppo tardi?












