Parte la lotta biologica alla Vespa cinese. In questa settimana hanno preso il via le operazioni di distribuzione del Torymus Synensis per la lotta biologica al cinipide del castagno. I soci dell’associazione castanicoltori “Valle del Senio” si apprestano al rilascio in ambiente di 15mila esemplari, che andranno a stabilirsi nei castagneti da frutto gravemente compromessi dal cinipide.
L’Associazione si è attivata per promuovere la lotta biologica al cinipide, reperendo il materiale per i privati che ne hanno fatto richiesta raccogliendo ordini e pagamenti, oltre al coordinamento ed al trasporto del materiale.
Per il presidente dell’associazione Giuseppe Pifferi «abbiamo fatto ciò che un’associazione dovrebbe fare, ovvero supportare i castanicoltori nei momenti difficili. Attraverso il coordinamento siamo riusciti a semplificare le operazioni di acquisto del Torymus, mettendo tutti nelle condizioni di poter intervenire sul proprio castagneto. Inoltre grazie all’acquisto di gruppo è stato possibile ottenere un prezzo inferiore, facendo risparmiare soldi e tempo. Purtroppo il problema è grave e le nostre produzioni sono in pericolo, per questo sarà importante continuare lungo la strada intrapresa e mettere in campo tutte le precauzioni del caso per sconfiggere il cinipide».
Da parte pubblica, le amministrazioni comunali di Casola Valsenio e Palazzuolo sul Senio hanno concordato con l’associazione gli interventi da attuare. A dar man forte alle operazioni di immissione in forma privata, è intervenuta anche l’Unione dei comuni del Mugello, la quale ha previsto l’immissione nel territorio comunale di Palazzuolo sul Senio di ulteriori lanci, pari a circa 2mila esemplari di Torymus.
Per il Sindaco di Palazzuolo Cristian Menghetti «Siamo molto soddisfatti del risultato dell’operazione. I castanicoltori hanno risposto alla proposta dell’associazione, investendo sul salvataggio dei castagneti. Se guardiamo a quello che è successo e sta succedendo altrove, il numero di interventi di lotta biologica eseguiti sul territorio per combattere il cinipide è notevole, e questo sta a dimostrare quanto la cultura e l’economia agricolo turistica locale faccia perno sulla castanicoltura. Purtroppo tutti i castagneti da frutto sono gravemente compromessi, ed al danno economico subito dagli imprenditori agricoli si aggiungerà anche la crisi dell’indotto turistico e commerciale. Mi auspico che le associazioni di categoria portino la voce dei propri agricoltori a chi di dovere, perché i prossimi anni saranno molto difficili e si renderà necessario un aiuto concreto per superare questa crisi di produzione, in attesa che il Torymus faccia il proprio lavoro».












