Il sindaco di Palazzuolo sul Senio, Cristian Menghetti, si scaglia contro la Tares, la nuova Tariffa per lo smaltimento dei rifiuti. Ecco la dura nota che riceviamo e pubblichiamo dal Comune:
«La Tares, la nuova tariffa per lo smaltimento dei rifiuti e per l’erogazione dei servizi ambientali è un’incubo non solo per chi la deve pagare ma anche per chi la deve applicare». Questo è il commento che arriva dal sindaco di Palazzuolo Sul Senio, Cristian Menghetti sulla nuova tassa che andrà a sostituire la vecchia Tarsu.
Osteggiata fin dalla sua prima comparsa perché troppo esosa, la Tares è stata congelata dal governo, ma la sua stangata resta comunque dietro l’angolo.
Cosa cambia per le tasche dei cittadini? Gli aumenti colpiranno soprattutto le famiglie numerose perché la variabile decisa dal governo sul numero dei componenti è sostanziale, più aumentano le persone che vivono dentro la casa e più cresce la Tares. «L’aspetto più critico – spiega il Sindaco Menghetti – è che rispetto alla Tarsu i comuni saranno obbligati a coprire il 100% dei costi senza poter intervenire direttamente con risorse, lavoro e mezzi in proprio». Della serie «se fino allo scorso anno potevamo vantare di avere la tassa sui rifiuti più bassa del Mugello e di buona parte della Romagna, dal 2013 anche i Palazzuolesi saranno costretti a pagare quanto i residenti degli altri comuni». Per questo Menghetti definisce la Tares «una tassa nata male in quanto non tiene in considerazione le zone disagiate ed il reddito delle famiglie obbligando i comuni a chiedere gli stessi soldi ad un operaio e al benestante. Mettere mano al tassa sui rifiuti – suggerisce Menghetti – sarebbe stata una buona occasione per legarla al reddito, con equità e progressione, invece a pagare saranno sempre i soliti».
Ma non se la passano meglio i proprietari di negozi, ristoranti e attività professionali. L’ondata di aumenti colpirà anche loro, e, in alcuni casi, con forti aumenti rispetto al saldo Tarsu. Tra i più colpiti ci sono ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie e pub: con aumenti del 50% rispetto al saldo della Tarsu del 2012. Cattive notizie, poi, anche per i negozi di ortofrutta, pescherie e fiorai, che dovranno sborsare cifre folli per la propria piccola attività. Su questo versante il sindaco palazzuolese annuncia con polemica e preoccupazione che «a causa delle Tares rischiamo di rimanere senza fruttivendolo e senza fioraio visto che per dei negozi di 30 metri quadrati si troveranno a sborsare quasi 800 euro, cifre folli se paragonate al reddito di queste piccole attività che in montagna sopravvivono grazie alla propria virtuosità e non certo per il loro giro di affari. Ma sono preoccupato anche per i bar ed i ristoranti, che sono stati già colpiti dal calo dei consumi e adesso si troveranno questa ulteriore perdita di reddito».
Eppure c’è anche chi dall’arrivo della Tares avrà solo di che guadagnarci. Le banche, per esempio, vedranno calare mediamente della metà il saldo dovuto al Comune, così come i supermercati che potrebbero addirittura spendere meno del piccolo fruttivendolo di paese.
In definitiva per il primo cittadino mugellano «la Tares turba il sonno di chi la deve pagare, ma anche di chi è costretto ad applicarla! L’amarezza più grande è quella di non poter decidere, di non poter dare una risposta alle realtà locali, consapevoli che la bolletta però porterà su scritto il nome del tuo comune. Una tassa iniqua, che non tiene conto del reddito, non tutela le famiglie numerose e non considera le difficoltà delle piccole attività che si mantengono faticosamente in equilibrio».












