Aggiornamento del 24 novembre – Ci scrive il cliente autore della lettera. Spiega che dopo il suo sollecito ha ricevuto una chiamata da Fabio Bagni in persona (il patron dell’azienda che ha curato le installazioni). Spiega che Bagni si è scusato per il mancato riscontro, attribuendolo al fatto che i suoi tecnici avevano dato per risolto il disservizio. Scrive però il nostro lettore: “Purtroppo la situazione é invece molto grave e probabilmente, a breve, arriverà un comunicato ufficiale di Antea in merito”. Dopo 15 giorni, però, non sarebbe ancora arrivata nessuna risposta – Ancora disagi legati alla rete internet a Palazzuolo sul Senio e dintorni. Questa volta è un cittadino che scrive (tramite Pec) al gestore della rete (Antea) per ricordare che dopo il maltempo dello scorso settembre (che portò anche all’interruzione del servizio) Antea non avrebbe più garantito i livelli di connessione precedenti. Per questo il nostro lettore ha scritto, con posta elettronica certificata, all’amministratore delegato di Antea, e in copia a OK!Mugello e al sindaco di Palazzuolo sul Senio. Ecco il contenuto della lettera:
Dopo l’interruzione di servizio di metà settembre scorso, causa maltempo, Antea non è stata più capace di fornire un servizio soddisfacente a Palazzuolo sul Senio. La banda disponibile per utente si è ridotta da 3 Mbps a circa 0,5 Mbps in download rendendo di fatto impossibile l’accesso a risorse video e VOIP. Ma persino siti di Istituti di Credito o i Registri Elettronici scolastici raggiungono spesso il timeout di caricamento. Posso ben comprendere che non vi sia alcun interesse economico nel fornire questo servizio in aree “a fallimento di mercato” come appunto Palazzuolo sul Senio. Ma dovete essere coscienti che, in assenza di reali alternative, solo grazie a voi WISP ci è possibile studiare e fare formazione a distanza, mantenere i contatti con parenti ed amici, godere del necessario svago. Questo Vi pone, volenti o nolenti, in un ruolo di responsabilità sociale enorme verso coloro che vivono quotidianamente il digital-divide. Una responsabilità tanto più grande quanto più la maggioranza della popolazione viene raggiunta da servizi di connettività in fibra o rame sempre più capillari e performanti. Citando Tim Berners Lee, “padre” di Internet e sostenitore dell’alfabetizzazione digitale diffusa: “il governo dovrebbe puntare su strategie che puntino alla diffusione e non alle performance della connettività.” Alla luce di quanto esposto Le chiedo quindi di porre il massimo sforzo per garantire personalmente quello che le leggi del libero mercato, da sole, non potrebbero garantire: una reale possibilità di inclusione, anche per noi “svantaggiati”, nella moderna società iperconnessa. Sicuro che questo appello non cadrà nel vuoto, in attesa di un Suo cortese riscontro, unisco CORDIALI SALUTI
Una missiva che però, dopo 15 giorni, non avrebbe ancora ricevuto riscontro…












