L’amministrazione comunale di Palazzuolo sul Senio denuncia la cancellazione di alcuni servizi ambulatoriali da parte dell’Ausl di Firenze. Una sorta di “pesce d’aprile”, che i cittadini di Palazzuolo si sono ritrovati all’improvviso, e che ha visto la cancellazione, senza previa comunicazione ufficiale da parte dell’Ausl fiorentina, di 2 servizi ambulatoriali (ostetrico-ginecologico e vaccinazioni per l’infanzia) coperti da personale mandato dalla stessa Ausl di Firenze a cadenza mensile.
Quello legato al servizio di ostetricia e ginecologia già da agosto del 2010 è stato chiuso in concomitanza con le ferie del medico. Data dalla quale non è più stato riaperto. L’ultima sorpresa in ordine di tempo è arrivata all’inizio del mese di marzo quando alcune mamme palazzuolesi recandosi al poliambulatorio allestito all’interno di alcune stanze della locale casa di riposo per le vaccinazioni dei loro bambini di fatto non hanno trovato nessuno.
Ma non hanno trovato nemmeno comunicazioni ed informazioni ufficiali. L’amministrazione comunale informata dagli stessi cittadini ha cercato più volte di ricevere informazioni dalla stessa Ausl, ricevendo però sempre notizie evasive e poco chiare. A questo punto le mamme che hanno la necessità di vaccinazioni devono recarsi nella “vicina” Marradi distante 12 Km da Palazzuolo seguendo un tortuoso percorso stradale che non rende celere ed efficiente il servizio.
Lo sconcerto dell’amministrazione comunale per l’accaduto è evidenziata dallo stesso primo cittadino Cristian Menghetti che si chiede «come sia possibile sospendere un servizio importantissimo come quello delle vaccinazioni per i bambini senza avere l’accortezza minima di comunicarlo? Eppure siamo nell’era della comunicazione, dove telefoni ed email non mancano. Auspico – sbotta il sindaco palazzuolese – che questa sospensione sia solamente temporanea e dovuta a problemi di gestione, anche se resta il fatto che nessuno si è preoccupato di avvertirci. Un comportamento che ritengo assolutamente incomprensibile. L’amministrazione è venuta a conoscenza della situazione attraverso genitori che si sono trovati ad attendere invano per ore davanti all’ambulatorio. Da parte dell’Ausl – conclude Menghetti – questo è un atteggiamento ingiustificabile».












