Il Partito Socialista, sezione di Vicchio, ci invia questo interessante contributo-riflessione sui rischi di questa legge elettorale e di quella che definiscono una vera ‘deriva democratica’.
Dal 2011 abbiamo Presidenti del Consiglio non votati dagli italiani e un parlamento eletto con una legge anticostituzionale, “sentenza della Corte Costituzionale”, legge che prevede il premio di maggioranza. In forza di questo e di una forzata disciplina di partito, i vari governi hanno diretto la nazione ricorrendo al voto di fiducia, mortificando il confronto parlamentare.
Ricordiamo che l’istituto del voto di fiducia, nei regolamenti parlamentari, è previsto solo in casi eccezionali. L’uso continuo di questo strumento ha trasformato la nostra Repubblica da parlamentare a Repubblica del Presidente del Consiglio che, soventemente dice, con monito ricattatorio, “o così o tutti a casa! ” dimenticando, o non sapendo, che solo il Capo dello Stato ha il potere di sciogliere le Camere.
Lui può, se vuole, rassegnare le dimissioni da Presidente del Consiglio, nelle mani del Capo dello Stato. Inoltre questi moniti assomigliano troppo al “o con me o contro di me” di un triste regime del passato. Restiamo sconcertati nel registrare che gli ultimi Capi dello Stato abbiano permesso tutto questo, chi con l’intento di fare da guida politica della nazione, chi assumendo un basso profilo per non disturbare il manovratore.
In riferimento alla legge elettorale in vigore, l’attuale Capo dello Stato faceva parte della Corte Costituzionale che sentenziò la sua incostituzionalità. Di fronte a queste irregolarità i due Presidenti non hanno preso provvedimenti. Uno si consumò in appelli inascoltati, l’altro non ne fa’ cenno. Pensando male, viene da dire che forse siano stati assaliti dal dubbio, ma anche noi, insieme al nostro mandato, siamo frutto di questa legge elettorale?
Valutando il loro operato, su questo aspetto, nasce il dubbio che siano stati garanti e custodi della Costituzione. A nostro avviso il garante e custode della Costituzione, venuto a conoscenza dell’incostituzionalità della legge che ha eletto il parlamento, doveva sospendere per quarantacinque giorni il potere legislativo delle camere.
Quindici giorni per formulare una nuova legge, o più ipotesi di legge da sottoporre al voto popolare, in quanto un Parlamento eletto con una legge illegittima non ha i titoli per approvarla. Entro trenta giorni dal risultato del voto popolare procedere alle elezioni politiche generali. Quando fare questa operazione? Considerato che il Parlamento rimane chiuso nel mese di agosto aggiungere a questi trenta giorni la prima quindicina di settembre. Ma qui dicono : “Siamo in Italia” come se la nostra Costituzione e la nostra Repubblica siano figlie di un Dio minore e non della lotta di liberazione. Questa, a nostro parere, è la strada per riportare ordine e rispetto della Costituzione. Un’ulteriore restringimento democratico è visto nella legge elettorale “Italicum” che a breve andrà al voto al Senato. L’impianto prevede un’alta percentuale di candidati decisi dalle segreterie di partiti “nominati”. Questo non sarebbe un grande male se i partiti avessero al proprio interno una vita democratica. Purtroppo non è così. Il tentativo delle primarie, così mal regolate, ha trasformato un’innovazione utile in un disastro politico. Il premio di maggioranza previsto potrebbe dare ad un solo partito che raggiunge il 37-40% il pieno potere del Parlamento, nelle elezioni e nomine delle cariche istituzionali , nella designazione di presidenti e direttori generali di Enti, industrie di Stato e partecipate. L’ipotesi di ballottaggio, escludendo la possibilità di fare coalizioni tra partiti, di fatto cancellerà ai partiti medi e piccoli la rappresentanza politica parlamentare, aprendo la strada ai partiti unici della nazione. Inoltre, nel tempo che intercorrerà tra la prima e la seconda votazione, quale campagna acquisti avverrà nei retro bottega dei partiti? Quale maggioranza politicamente ibrida governerà la nazione? L’abolizione del Senato, sostituito da una organismo (non votato direttamente) formato dai Presidenti delle Regioni o loro delegati, di fatto diverrà la camera di compensazione degli assessori mancanti. Di certo sarà un ulteriore restringimento democratico. L’abolizione delle province, prevede il passaggio delle proprie competenze alle città metropolitane (altro organo non direttamente votato), altro ente di secondo grado e per questo più distante dai cittadini e dove prevarranno gli interessi dei comuni più forti. A confronto del risultato che darà l’Italicum, la legge truffa del 1953 era un inno alla democrazia. Come socialisti denunciamo i rischi di questa legge elettorale che, invece d’ampliare gli spazi democratici li restringe andando moralmente contro i principi costituzionali. Segreteria Partito socialista Vicchio












