Sembra il classico titolo sensazionalistico “acchiappa lettori”, ma la realtà è semplicemente questa: nella località di Paterno tra i residenti si sarebbero riscontrati nuovi casi di patologie tumorali.
Si parla di 6-7 casi presentati negli ultimi due anni, quindi, non rilevati nella “Valutazione epidemiologica dello stato di salute degli abitanti della frazione di Vaglia” condotto dall’Asl e pubblicato nella relazione finale del 10 ottobre 2014.
La documentazione e la letteratura scientifica sono carenti per poter dichiarare che ci sia una coincidenza tra malattie e Cava, anche se alcune tipologie di tumore presentate a Paterno, hanno un forte legame con cause ambientali, soprattutto in contesti dove vi è o vi è stato il rilascio di diossine o l’esposizione ad altre sostanze pericolose.
Inoltre, la valutazione epidemiologica condotta da Asl risulta essersi basata sul Registro Tumori e con l’ausilio dell’Ufficio Anagrafici del Comune, come è scritto nella relazione, e che è necessario ma non sono nemmeno stati fatti esami specifici direttamente sulla popolazione che risulta esposta con materiali di varia e sconosciuta natura.
Certo, ciò che poi conta è che al di là di rapporti e rilevamenti condotti dagli organi pubblici competenti, a Paterno, la situazione non sembra cambiata.
Oltre a un gabinetto chimico vicino al cancello e a un tavolino poco più avanti, tutto è rimasto com’era. I sacconi di polverino “messi in sicurezza” sotto a teli o in sacchi per contenerli, con il tempo e l’usura si sono rotti o scoperchiati, lasciando a cielo aperto ciò che dovevano isolare.
Sulle analisi e i campionamenti tutto tace, pochi rilevamenti sono stati fatti e a oggi, non ci sono risultati pubblici. Gli abitanti perplessi e preoccupati, che potrebbero vivere e respirare vicino a una bomba ecologica e non saperlo, si domandano perché non vengano fatte loro delle analisi sullo stato di salute, perché non sanno cosa c’è nell’aria e nella terra, perché quel luogo non venga bonificato o, quanto meno, smaltiti i sacconi presenti.
Paterno attende. Attende che qualcuno si prenda le proprie responsabilità, attende una bonifica che, secondo gli abitanti, non arriverà mai. Attende l’esito di due processi: uno, il principale, sul traffico illegale di rifiuti; l’altro tra Comune e proprietà (Ottaviani) per capire chi sarà alla fine, a bonificare il sito.












