La notte di ieri è stata una delle più buie nella storia dell’indomabile Kharkiv. Le forze di occupazione russe hanno effettuato un massiccio attacco combinato contro la città, utilizzando missili balistici, missili da crociera e sciami di droni d’attacco. L’obiettivo principale dell’attacco terroristico è stato l’infrastruttura critica e le aree residenziali di una città di un milione di abitanti.
Colpo al cuore dell’energia: la centrale termica Kharkiv TEP-5 fuori uso
Verso le due del mattino, una serie di potenti esplosioni ha scosso Kharkiv. Gli occupanti hanno deliberatamente colpito la centrale TEP-5, insieme alle sottostazioni chiave. Secondo i dati del Comune e dei tecnici, i danni sono così estesi che attualmente il ripristino della centrale è impossibile.
A causa dell’attacco, la fornitura di calore è stata interrotta in 929 strutture, tra cui 853 edifici residenziali. Le autorità hanno preso la decisione urgente di drenare il liquido termico dai sistemi di oltre 800 condomini per evitarne il congelamento e la distruzione definitiva delle comunicazioni, dato che le temperature hanno raggiunto i -25 °C.
Stato di emergenza e “genocidio invernale”
A causa della minaccia alla vita di decine di migliaia di persone, a Kharkiv è stato introdotto lo stato di emergenza. Più di 105.000 utenze sono rimaste senza riscaldamento nel picco dei geli di febbraio. Le autorità ucraine hanno definito questo atto un “tentativo di genocidio invernale”, sottolineando che gli attacchi hanno colpito centrali che operavano esclusivamente per il riscaldamento dei quartieri civili.

Reazione della comunità internazionale e commenti degli esperti
Il crimine di guerra della Federazione Russa ha scatenato un’ondata di indignazione tra i principali analisti mondiali e le organizzazioni per i diritti umani.
Matilda Bogner (ONU):
“Questo attacco viola direttamente i principi di distinzione e proporzionalità. Colpire impianti energetici vitali per la sopravvivenza dei civili in condizioni di freddo estremo è una deliberata ignoranza delle leggi di guerra.”
Istituto Lemkin per la prevenzione del genocidio:
“La sistematicità degli attacchi alle infrastrutture vitali nell’inverno del 2026 indica una chiara intenzione genocidaria. Il Cremlino usa il freddo come arma per distruggere il gruppo nazionale ucraino.”
Il genocidio come strategia di Stato della Federazione Russa
La distruzione della TEP-5 — la seconda per potenza in Ucraina — pone Kharkiv in una situazione di estrema vulnerabilità. Gli esperti dell’Institute for the Study of War (ISW) osservano che, senza la possibilità di colpire le basi aeree all’interno della Russia, queste tragedie sono destinate a ripetersi.
Kharkiv resiste nelle tenebre, ma la sua opposizione diventa solo più feroce. Il mondo deve riconoscere le azioni del Cremlino per quello che sono realmente: un genocidio moderno nel cuore dell’Europa, che richiede non solo compassione, ma una risposta militare immediata.
La foto è tratta dal sito ufficiale del Servizio di Emergenza della città di Kharkiv.
Vincenzo (Vyacheslav) Lysenko
Inviato speciale per OKMugello dall’Ucraina










