Non solo Halloween. Se questa sera molti bambini e ragazzi si preparano a festeggiare Halloween (le cui origini ed i cui appuntamenti sono stati richiamati in un articolo di pochi giorni fa) abbiamo deciso di mettere in luce anche le tradizioni cristiane delle festività di tutti i Santi (lunedì) e dei defunti (martedì 2 novembre).
La festa cattolica (in latino: Festum Omnium Sanctorum) cade il 1º novembre, seguita il 2 novembre dalla Commemorazione dei Defunti, ed è una festa di precetto che prevedeva una veglia e un’ottava nel calendario della forma straordinaria del rito romano.
Le commemorazioni dei martiri, comuni a diverse Chiese, cominciarono ad esser celebrate nel IV secolo. Le prime tracce di una celebrazione generale sono attestate ad Antiochia, e fanno riferimento alla Domenica successiva alla Pentecoste. Questa usanza viene citata anche nella settantaquattresima omelia di Giovanni Crisostomo (407) ed è preservata fino ad oggi dalla Chiesa Ortodossa d’Oriente.
Come data di celebrazione della festività fu scelto il 1º novembre per farla coincidere con il Samhain, l’antica festa celtica del nuovo anno, a seguito di richieste in tal senso provenienti dal mondo monastico irlandese. Secondo le credenze celtiche durante la celebrazione del Samhain, i morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita, e celebrazioni gioiose erano tenute in loro onore.
Da questo punto di vista le antiche tribù celtiche erano un tutt’uno col loro passato ed il loro futuro. Questo aspetto della festa non fu mai eliminato pienamente, nemmeno con l’avvento del Cristianesimo che infatti il 2º novembre celebra i defunti.
Papa Gregorio III (731-741) scelse il 1º novembre come data dell’anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo”. Arrivati ai tempi di Carlo Magno, la festività novembrina di Ognissanti era diffusamente celebrata.
Il 1º novembre, infine, venne decretato festa di precetto da parte del re franco Luigi il Pio nell’835, con un decreto emesso “su richiesta di papa Gregorio IV”.
E in questa occasione perché non citare il Museo di Vicchio intitolato al Beato Angelico, e dedicato alla religiosità popolare e alla tradizione liturgica in Mugello. Che raccoglie opere di alto valore artistico, arredi litugici, oggetti simbolici, preghiere e memorie. Esposte secondo un criterio che unisce le opere al loro contesto storico e religioso, con continui richiami, attraverso pannelli didattici e ambientazioni, ai luoghi e ai momenti della cultura religiosa del territorio. Tutte opere che provengono dalle chiese e dalle pievi del Mugello che subirono, nei decenni passati, un progressivo abbandono dovuto al processo di spopolamento delle campagne.
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