Borgo San Lorenzo

Non è una pista ciclabile!!!

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Basta il disegno di una bici sul marciapiede per fare una pista ciclabile? Dalla lista Libero Mugello riceviamo e pubblichiamo quanto segue:

Da tempo il sindaco annuncia la realizzazione di una pista ciclabile dall’ospedale fino al Liceo e alle Piscine. La pista, ci dice, è quasi terminata.

 

Ci siamo guardati intorno per mesi cercando la pista ciclabile dando per scontato che l’opera fosse, come sempre, reclamizzata ma ancora riposta nel mondo dei sogni.

Questa volta ci siamo sbagliati. Ce ne siamo accorti quando sul marciapiede del tratto finale di viale IV Novembre abbiamo visto comparire il simbolo del ciclista insieme con quello del pedone. E così, ci hanno spiegato, quella era la nuova pista ciclabile. Abbiamo recuperato relazione e disegni e ci siamo accorti che quasi tutta la pista corre sui marciapiedi e comunque si divide lo spazio con i pedoni.

Ovviamente, come spesso accade, il progetto voluto dall’amministrazione non è stato nemmeno portato alla discussione o semplice visione della competente commissione comunale.

Forse avremmo potuto dire la nostra e in particolare: la pista non è conforme a quanto previsto dal decreto 557/99 che stabilisce le caratteristiche tecniche delle  piste ciclabili precisando che i percorsi misti, pedonali e ciclabili, sono  realizzabili solo all’interno di parchi o di zone a traffico prevalentemente pedonale  oppure su marciapiedi destinati  ai pedoni solo se la strada non ha dimensioni sufficienti per la realizzazione di una pista ciclabile.

Ma i viali interessati hanno dimensioni più che sufficienti,  lo conferma a pag. 28 lo studio sulla mobilità urbana del capoluogo commissionato nel 2003 dalla stessa amministrazione comunale.

Il decreto inoltre prevede che i percorsi misti, pedonali e ciclabili, siano più larghi dei  minimi fissati per le piste solo ciclabili e che possano essere realizzati solo in zone con  traffico pedonale ridotto ed assenza di attività che favoriscono l’afflusso di pedoni (itinerari commerciali, insediamenti ad alta densità abitativa, ecc.).

Tali prescrizioni non sono state rispettate perché:

– il marciapiede dovrebbe essere più largo di 2,50 metri per consentire contemporaneamente lo scambio delle bici provenienti da opposti sensi di marcia e la passeggiata del  povero pedone

– i viali, soprattutto Viale della Resistenza,  vedono la presenza di tanti palazzi, l’ospedale,  il mercato del venerdì, il centro medico e la farmacia, il bar Caffè 90 ecc.

Quindi il cosiddetto percorso misto, pedonale e ciclabile, non avrebbe dovuto essere realizzato sui marciapiedi dei viali.

Questa opera, così come è stata pensata e realizzata, anziché agevolare la circolazione di ciclisti e pedoni la renderà più problematica perché li costringerà a contendersi il passaggio con rischi per l’incolumità di entrambi. Ne risulterà vanificato lo scopo principale di tale opera che è quello di modificare le abitudini dei borghigiani incentivando l’uso della bici in alternativa all’automobile.

La pista che noi auspicavamo doveva essere simile a quelle bellissime presenti in Alto Adige,  nel Trentino, a Varese ed in tante altre città. Oppure, senza andare troppo lontano, bastava dare uno sguardo a quella che troviamo sulla provinciale Faentina tra Brisighella e Faenza, separata dalla carreggiata da una magnifica  fioriera di rose.

Ancora una volta questa amministrazione si è dimostrata incapace di trovare le soluzioni giuste per i bisogni dei cittadini.

 

 

 

 

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