Mugello

‘Non è una guerra tra poveri’. L’avis risponde alle polemiche e difende i donatori

'Non è una guerra tra poveri'. L'avis risponde alle polemiche e difende i donatori

Dalle associazioni Avis di Borgo San Lorenzo, San Piero a Sieve e Vicchio riceviamo e pubblichiamo questo fermo intervento in merito agli articoli pubblicati nei giorni scorsi:

Non abbiamo finora risposto a lettere e articoli vari che da due settimane girano sugli organi di stampa: oggi la misura ci è sembrata colma, e rispondiamo qui e definitivamente, in via esclusiva per tutelare e ringraziare le centinaia di donatori di sangue e plasma, di tutte le associazioni, che ogni giorno contribuiscono a rendere possibili interventi e cure mediche.

 

Ci sono diversi gradi di irresponsabilità nell’articolo intitolato “L’Avis «invade» i territori dei Fratres. E subito nascono malumori e sospetti. Nessuno discute le donazioni di sangue però cresce il disagio”, che la Nazione ha pubblicato il 24 novembre 2010.

Un grave livello di irresponsabilità, a nostro avviso, sta nel titolo dell’articolo de La Nazione; titolo che è spesso l’unica “notizia” percepita dalla grande maggioranza di lettori e che ne crea il cosiddetto “immaginario”: “nascono malumori e sospetti”: quali sospetti? Di cosa? Su di chi? Nell’articolo non viene spiegato. Avis Borgo San Lorenzo, Avis San Piero e Avis Vicchio sono costituite da volontari che come tutti i donatori (di Avis, Fratres, Anpas, C.R.I., Fidas e tante altre, senza dimenticare i donatori di associazioni aziendali di cui per fortuna l’Italia è piena) con spirito di solidarietà donano in maniera periodica, gratuita, anonima e responsabile.

Ripetiamo quindi: quali sospetti? Siamo normali cittadini, volontari, non retribuiti,: noi che partecipiamo alla vita dell’associazione in Consiglio, e che ci mettiamo quindi anche “la faccia”, uscendo dall’anonimato della donazione, riteniamo intollerabile e inaccettabile parlare di “sospetti”, soprattutto se si lancia un sasso (nel titolo dell’articolo) e poi si nasconde codardamente la mano (nel corpo dell’articolo).

Così come ci stupisce chi ha accolto la neonata Avis sanpierina con una lettera in cui ci chiedeva ad esempio il perché del nome “AVIS comunale di San Piero” (è il nostro Statuto nazionale che definisce le denominazioni delle sezioni locali, uniformemente in tutto il territorio nazionale, vedi ww.avis.it) cui ampio spazio è stato dato sugli organi di stampa e anche nell’articolo in oggetto.
E restiamo basiti da affermazioni che parlano di “guerra tra poveri” e di “dualismi”: facciamo notare, per esempio, che a Borgo San Lorenzo esistono da tempo, per fortuna, ben tre associazioni di donatori, che sono ricchezza e patrimonio di tutti.

Questi episodi, come ben recita il recente comunicato stampa del Consiglio di Presidenza della Consociazione Nazionale FRATRES intitolato “La Fratres non partecipa alla guerra tra donatori”, “vanno a danno dei pazienti che del sangue hanno certo bisogno”.

L’articolo de la Nazione del 24 novembre 2010 è stato pubblicato qualche giorno dopo che il consigliere regionale Carraresi ha annunciato un’interrogazione in Consiglio denunciando la “non-autosufficienza” della donazione di sangue toscana (smentita nei fatti e nei numeri dall’assessore al Diritto alla Salute della Toscana, Daniela Scaramuccia) e la “penalizzazione” di “alcune associazioni rispetto ad altre”: “Il modello trasfusionale toscano ha visto nel 2009 la presenza di 40 strutture pubbliche, 56 unità di raccolta fisse associative e 4 autoemoteche: 3 Fratres e 1 Anpas. Questa la rappresentatività delle associazioni di volontariato a livello regionale: 56,2% Avis, 36,6% Fratres, 4,9% Anpas, 2,3% Cri” (dall’articolo “Daniela Scaramuccia, nella nostra regione il sangue non manca”, .

Ripiombando nel nostro silenzio e nel nostro lavoro di volontari, vogliamo però richiamare ognuno alle proprie responsabilità, manifestando la stessa “forte preoccupazione” che emergeva dal  già citato comunicato stampa del Consiglio di Presidenza della Consociazione Nazionale FRATRES al quale ci riferiamo e al quale aderiamo senza alcuna esitazione.

Ci auguriamo che tutte le associazioni di donatori di sangue sul nostro territorio possano superare questo delicato momento (in un periodo che noi auspicavamo di festa da parte di tutti per la nascita di nostre nuove sezioni) tutte insieme, con un confronto che ci rifiutiamo debba avvenire per lettera o con dichiarazioni agli organi di stampa, ma che deve necessariamente basarsi su un reale rapporto e che non dubitiamo possa svilupparsi nella direzione della collaborazione più fruttifera.

Chiudiamo infine con l’augurio che le più diverse, nuove e altre associazioni di donatori di sangue “invadano” il nostro territorio, per contribuire a quell’autosufficienza che ogni anno, con l’aumento della richiesta, è messa a rischio e alla quale dobbiamo sempre, tutti insieme, puntare: è questa la nostra guerra.

Avis comunale di Borgo San Lorenzo
Avis comunale di San Piero a Sieve
Avis comunale di Vicchio

Change privacy settings
×