“Fuori dalle case, all’aperto, in uno spazio pubblico, ci siamo incontrati e abbiamo deciso di dedicarci alla cura della “Cosa Pubblica”. Ambiente. Società, salute, scuola, cultura, lavoro. Tutte quelle cose che nel Mugello avrebbero bisogno di attenzione invece di essere lasciate all’incuria e al privato con la complicità delle amministrazioni e nell’indifferenza dei cittadini”. Inizia così il bell’intervento che riceviamo dagli organizzatori dell’iniziativa. Ecco il resto della loro bella lettera:

Il nostro incontro non è stato casuale ma è nato dall’attività sul territorio su diversi fronti, in particolar modo nei comitati territoriali: la discarica di Paterno, l’ecomostro di Petrona, la scomparsa del Carza Viva, il Forteto, la scuola, l’ospedale. Abbiamo quindi sperimentato la pratica del condividere le lotte a partire da obiettivi comuni sperimentando come le barriere possono essere superate quando il pensiero è diretto verso questi obiettivi condivisi e non deviato da interessi privati o segreterie di partito. Quello che il Social Forum Mugello vuole costruire appartiene ad una dimensione dinamica. Quindi noi non siamo qualcosa, ma diventiamo continuamente. Si nasce a partire dalla necessità di affrontare questioni e problemi che stanno diventando, per l’appunto, vere e proprie emergenze. Si nasce dalla consapevolezza che la politica seduta, quella che da anni infetta le nostre esistenze e il nostro territorio, non è in grado, non lo è mai stata e di certo non lo sarà, di affrontare queste emergenze con efficacia. E, soprattutto, non ci piace il metodo. Quando ti occupi del benessere dei cittadini, il metodo è sostanza: come si fanno le cose equivale a quello che si fa. Noi siamo stanchi della delega di responsabilità. Occorre a nostro avviso recuperare un protagonismo nell’azione civile, dove le persone si assumono la responsabilità di affrontare, gestire e risolvere le problematiche emergenti, sottraendo ai politicanti di mestiere questo primato. Senza le gente non si decide niente. Eppure sono anni che decidono per noi. Il Social Forum Mugello si pone dunque come spartiacque metodologico tra questi anni: mai più delega ai politicanti su questioni che riguardano noi. Mai più demandare ai trafficanti la gestione del bene comune. Mai più aspettarsi che tecnici ed esperti risolvano i problemi della popolazione. L’ambiente, la solidarietà, la salute, l’istruzione non sono materie per tecnici. Sono invece lo spazio di movimento di una cittadinanza protagonista e attiva. Sono spazio di civiltà.Molti di questi spazi erano stati conquistati e difesi negli anni, alcuni di questi, addirittura, santificati in magistrali articoli della nostra Costituzione. In pochissimi anni tutto è stato ribaltato. Quelli che erano diritti sono diventate opzioni. Noi ancora crediamo che i diritti, in quanto tali, non debbano essere chiesti, elemosinati. I diritti sono da rivendicare e richiedono cittadini esattori. Quando hai un diritto, lo esigi. Lo pretendi. Sulla base di queste esigibilità noi ci costituiamo nella volontà di dare risposte che interpretano il nostro vivere da protagonisti la nostra esistenza e il nostro territorio. Non lasciando più il timone nelle mani di chi ha fatto carta straccia dell’una e dell’altro, massacrando diritti e beni comuni. Ci costituiamo come forum, come piazza, non solo virtuale, anche se non disdegniamo il supporto delle nuove tecnologie. La piazza è il luogo sociale di raccolta delle idee e di confronto. La piazza è lo spazio dove si manifestano i problemi e dove questi devono trovare soluzioni. Ci costituiamo ben sapendo che ci sono già molti interventi sui singoli problemi. I comitati e le associazioni che si muovono attivando quella che è la parte migliore della società, quella che niente chiede e che sa dare. Con queste realtà il Social Forum Mugello ha intenzione di confrontarsi e dar vita a percorsi di confronto e condivisi. Il modello è quello del rizoma, la rete, fatta di tanti nodi, policentrica, assolutamente non verticistica, capace di ampliarsi al bisogno, capace di costruire la propria forza e la propria pervasività proprio perché le ramificazioni del rizoma sono illimitate e si sostanziano vicendevolmente. Ogni problema, ogni argomento, ogni diritto è, per noi, uno spazio di movimento e un’opportunità di crescita. Ognuno di questi spazi ci troverà impegnati. Da ognuno di questi impegni impareremo e svilupperemo conoscenza. Questo è il nostro obiettivo principale: diffondere una nuova cultura capace di occuparsi della Polis. Non abbiamo né etichette, né ci interessano categorie di analisi incapaci di essere comprese e di interpretare l’esistente in maniera interessante. Adoriamo le differenze ed è per questo che ci relazioniamo con i diversi nodi della rete, rispettandoli e valorizzandoli. Non ci servono le convergenze e le omologazioni. Siamo elementi dialettici: dalle diversità e dai conflitti che queste propongono traiamo costanti opportunità di miglioramento e di crescita.












