Borgo San Lorenzo

Multi+, le interviste di OK!Mugello. La ricostruzione di Ballabio

Multi+, le interviste di OK!Mugello. La ricostruzione di Ballabio

Sul caso “ Multi+ ” che da giorni è al centro del dibattito politico e non solo, Ok Mugello, la testata di riferimento del nostro territorio, vuole cercare di ricostruire la vicenda per fare chiarezza e per comprendere meglio come si siano svolti i fatti. Sì, perché oltre alla questione che riguarda il futuro delle associazioni, rimaste senza una “casa”, ci sono risvolti che riguardano la cosa pubblica e le casse comunali. Per questo abbiamo deciso di intraprendere un viaggio per approfondire il tema con interviste e interventi degli amministratori del presente e del passato, con il solo obiettivo di aprire un confronto nell’opinione pubblica di Borgo e del Mugello. Questo percorso lo iniziamo cercando di ricostruire la vicenda amministrative di “Multi+”. In questi gironi in tanti sono intervenuti e oggi Ok!Mugello ha deciso di pubblicare la ricostruzione del caso, dalla convenzione in poi, fatta dall’allora consigliere comunale di opposizione Piera Ballabio del gruppo Libero Mugello. «Vorrei ricordare – scrive la Ballabio – che l’operazione voluta dalla maggioranza e dal sindaco Bettarini fu approvata il 7 settembre 2006: la casa delle associazioni era un pezzo della variante delle ex Fornaci che prevedeva: la costruzione di ben 5000 mq di abitazioni private (circa 80 appartamenti) nell’area chiamata la “fangosa” con problemi idrogeologici (in CLASSE 3 con una pericolosità MEDIA ovverosia “in queste zone ogni intervento edilizio è fortemente limitato”) e accanto alle fabbriche al di là della ferrovia. La costruibilità dell’area, bocciata dal precedente consiglio comunale, torna così in auge. Ed il proprietario Aiazzi concede il terreno alla cooperativa edificatrice Della Casa; la costruzione di 20 alloggi su Viale Kennedy da destinare ad affitti agevolati. Tali alloggi sono costruiti sempre dalla cooperativa con un contributo pubblico pari al 45% del costo preventivato; la realizzazione di una struttura pubblica: un centro per l’associazionismo. La convenzione allegata che definisce i rapporti tra il Comune e i costruttori non prevede per l’immobile una cessione gratuita ma il diritto di prelazione che potrà essere esercitato dal comune entro e non oltre 6 mesi dalla firma della convenzione. La convenzione non precisa il costo di tale immobile». «L’operazione – continua – fu duramente contestata dalla nostra lista civica che presentò persino delle circostanziate osservazioni dalle quali emergeva come l’interesse del comune in questa operazione fosse davvero inesistente: infatti il comune si faceva carico finanziariamente di opere quali la realizzazione del ponte e della strada di ricongiungimento tra le abitazioni di là della ferrovia e Viale Kennedy, di 3 parcheggi e persino della sistemazione dell’area a verde con giochi lungo il Rimorelli (di fatto ad uso esclusivo dei residenti della lottizzazione). E ovviamente del pagamento della casa delle associazioni». «Si trattò di una operazione di cattiva urbanistica, di non chiaro interesse pubblico, nella quale la costruzione degli alloggi in affitto non costituì certo l’aspetto principale. Continuiamo a pensare che quello fu l’alibi per dare il via alla contestata area delle ex Fornaci». «Infatti il Comune di Borgo aveva avuto anni per studiare un inserimento coerente di alloggi in affitto in altre aree: avrebbe potuto approvare un bando di evidenza pubblica a cui far partecipare proprietari e costruttori di lottizzazioni già previste nel piano regolatore interessati a costruire un mix di abitazioni da vendere e da affittare». «Una partita non giocata nell’interesse pubblico non poteva che avere conseguenze negative: oggi il comune ha sborsato 700.000 euro per la casa delle associazioni senza averne ancora la proprietà e una parte delle opere di urbanizzazione dell’area ex fornaci sono ancora da realizzare: l’illuminazione, l’area giochi, la definitiva sistemazione della strada di collegamento con viale Kennedy, e una obbligatoria recinzione di sicurezza lungo i binari che corrono accanto alle case». «Vi sono domande che avrebbero necessità urgente di risposta dalla amministrazione comunale: come è possibile che sia stata pagato l’intero importo della casa delle associazioni senza prima una verifica di esistenza di ipoteche o vincoli che i notai fanno per chiunque stia perfezionando l’acquisto di una proprietà? Su che agisce l’ipoteca? Sull’immobile destinato agli affitti agevolati che immaginiamo sia vincolato perché finanziato in parte consistente da denaro pubblico? Sulle abitazioni private dell’area delle ex Fornaci con il rischio per i proprietari di dover ricomprare case già pagate alle banche? Come sia possibile che l’amministrazione Bettarini non abbia messo al corrente delle difficoltà della situazione il consiglio comunale e ancor di più la sua stessa maggioranza di cui l’attuale sindaco Omoboni ha fatto parte? D’altra parte l’operazione di assegnazione degli spazi del Multi+ alle associazioni è solo di qualche mese fa: febbraio 2014, poco prima delle primarie del PD e dei suoi alleati».  

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