Borgo San Lorenzo

Mukki. Gli allevatori si incontrano a Borgo. E Granarolo precisa…

Mukki. La Granarolo acquisirà parte delle quote?

Il punto della situazione sula vicenda Mukki e l’acquisizione delle quote da parte della Granarolo; il giorno prima che gli allevatori del Mugello si incontrino a Borgo San Lorenzo per discutere della situazione. Ecco quanto pubblica l’agenzia Dire:

“Acquisire la Mukki per poi chiudere lo stabilimento e’ una follia. Trovo singolare che qualcuno si eserciti con delle cordate alternative a noi: noi non siamo nemici dei produttori, siamo una cooperativa di produttori”. Gianpiero Calzolari, numero uno di Granarolo, affida alla ‘Dire’ un messaggio chiaro alla vigilia degli stati generali dei produttori di latte del Mugello. E lo fa nei giorni in cui a Firenze prende quota l’ipotesi di un asse industriale tra Latte Maremma e Centrale del latte di Torino-Tappo Rosso, come alternativa al possibile sbarco del colosso emiliano dentro Mukki. “Siamo noi- sottolinea Calzolari- che abbiamo inventato il latte ‘alta qualita”; un latte che ha bisogno di essere munto, confezionato e consumato in un raggio chilometrico molto contenuto, altrimenti perde parte delle sue caratteristiche. Tant’e’ vero che noi abbiamo dieci stabilimenti in Italia, dove tutti i giorni confezioniamo il latte dei nostri soci”. Su questo fronte, continua il presidente di Granarolo, “chi vuole puo’ chiedere direttamente a noi, senza vagheggiare di altre cose. Non ci facciano passare per chi non siamo: dove siamo andati abbiamo trasformato i produttori e fornitori in soci della cooperativa”. Granarolo, ricorda Calzolari sempre riferendosi ai timori legati alla filiera corta di Mukki, “e’ la piu’ grande cooperativa italiana, siamo sicuri di poter diventare, se ci saranno le condizioni, una grande cooperativa toscana. Aver risposto al bando di Pistoia e’ quindi assolutamente naturale. Ma non vogliamo essere invasivi e facciamo questo mestiere egregiamente: siamo quelli che in Italia pagano il latte alle migliori condizioni”. Calzolari poi rassicura ancora i produttori che domani si vedranno a Borgo San Lorenzo per fare il punto della situazione coi sindaci della vallata e la Regione: “Tutto quello che e’ toscano e’ giusto che venga portato alla Centrale del latte di Firenze, come e’ adesso”. Ci sono i produttori e una filiera agroalimentare storica; e questa e’ una gamba della questione. L’altra riguarda il livello occupazionale, quei mille posti di lavoro che ruotano, tra dipendenti diretti e indotto, attorno alla Mukki. Il secondo ‘pezzo’ di una partita su cui il Comune di Firenze (azionista di riferimento con oltre il 42% delle azioni Mukki) non e’ disposto ad arretrare di un millimetro. E anche su questo terreno, quello dell’occupazione, Calzolari non ci sta a passare da cattivo: “Noi abbiamo 2.100 dipendenti, 1.000 soci, un indotto che conta nel circuito Granarolo circa 15.000 famiglie. Non pensiamo di dover imparare niente da nessuno. Che qualcuno, oggi, possa pensare che non siamo in grado di fare questa cosa e’ una pregiudiziale nei nostri confronti che non capisco. L’occupazione va garantita attraverso le manifestazioni del bando. Il latte noi lo dobbiamo prendere vicino gli stabilimenti di trasformazione- conclude il patron di Granarolo- per cui nessuno deve temere”.

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