Aggiornamento del 10 maggio – Sono arrivate nei giorni scorsi le risposte anche del secondo tampone effettuato da ‘Mario’ (nome di fantasia del mugellano che abbiamo seguito fin dall’inizio nella sua vicenda e nelle difficoltà per poter effettuare i tamponi): per la seconda volta Mario è risultato negativo al Covid-19, e per lui finisce un incubo. Mentre anche i suoi familiari stanno terminando i loro ultimi giorni di quarantena (ricordiamo che quando ha avuto notizia della positività, come molte persone nella sua situazione, si è diviso dai familiari e che hanno svolto quarantene separate). Ora, presto, si potranno riabbracciare. Segno dei tempi, di questa pandemia che, a quanto pare, sta allentando la morsa. Bene così.
Qui sotto trovate i vari articoli e aggiornamenti usciti nelle scorse settimane sulla sua vicenda:
Aggiornamento dell’11 aprile 2020 – Qui sotto trovate l’articolo che abbiamo pubblicato il 28 marzo, nel quale si denunciava la vicenda di un lavoratore mugellano (che abbiamo chiamato Mario) in attesa di tampone dopo essersi ammalato insieme ad un collega (poi risultato positivo). Mario, che nel frattempo è guarito e non accusa più sintomi ormai da giorni (e nonostante la richiesta del medico fatta 17 giorni fa) fino ad ora non ha potuto fare il tampone, ma gli era anche stato intimato di non uscire nonostante la quarantena fosse finita da un pezzo (iniziata prima della richiesta del medico in merito al tampone). Ora, per fortuna, la sua vicenda kafkiana (purtroppo non isolata in questo brutto periodo) sembra concludersi, dopo telefonate su telefonate. E Mario ci chiede anche di ringraziare, tramite il nostro giornale, il sindaco Paolo Omoboni, l’assessore Carlotta Tai e il dottore Hili johnluke, che gli sono sono stati vicini in questi giorni e si sono più volte interessati della sua vicenda.
Articolo del 28 marzo 2020 – Chi e quando deve effettuare i tamponi per il Covid-19? La questione è una delle principali di questi giorni, delle quali si discute da settimane in tutta Italia, e anche il Mugello presenta dei casi che fanno temere (speriamo di sbagliarci) che in questo ambito si navighi un po’ a vista, e che si sia ancora molto lontani dal famoso ‘tracciamento attivo dei contatti’ che ha permesso alla Corea del Sud di uscire piuttosto velocemente dalla crisi sanitaria e diventare un caso di studio.
Già nelle scorse settimane, alla nostra redazione erano giunte segnalazioni di mugellani che (per essersi recati in nord Italia e aver poi accusato sintomi parainfluenzali con febbre alta e persistente) erano stati messi in isolamento presso il proprio domicilio; in attesa di un tampone che però tardava ad arrivare. Oppure siamo stati contattati dai condomini di casi positivi che ci chiedevano perché non fossero stati sottoposti a tampone.
In tutti questi casi abbiamo evitato di fare articoli, e demandato i lettori alle autorità sanitarie, certi che una risposta alle loro domande vi fosse. Ieri, però, abbiamo ricevuto una nuova segnalazione, stavolta molto più puntuale delle altre, che ci ha convinti a scrivere questo articolo. E’ la storia di Mario (il nome è di fantasia nonostante la redazione abbia tutti i riferimenti), che il 13 marzo si è ammalato insieme ad alcuni colleghi di una impresa mugellana.
Uno dei suoi colleghi, ci racconta, è risultato positiva al Covid; e anche Mario è stato messo in quarantena (che dai fogli in suo possesso sarebbe dovuta terminare oggi) in quanto collega di lavoro di una persona risultata positiva. E il medico di Mario, saputo dei contatti e dei sintomi, già lunedì scorso ha fatto richiesta di tampone, che però non è ancora stato eseguito.
Per fortuna è stato Mario, ieri, a contattare il suo medico e la Asl per fare presente (da bravo cittadino) che la sua quarantena sarebbe finita (nel frattempo i sintomi sono passati e lui sta bene) e che in teoria sarebbe potuto uscire; ma che il tampone non era ancora stato fatto. Al che gli è stato detto di rimanere a casa fino al tampone (che però non si sa però quando sarà fatto) e anche per i sette giorni successivi.
Insomma, tutti speriamo che la sua vicenda vada per il meglio, che il tampone sia eseguito e che risulti negativo. Ci sbaglieremo; ma rimane però l’impressione che si navighi un po’ a vista…












