Ieri sera (giovedì 27 agosto) abbiamo ricevuto la segnalazione (non firmata) di un lettore che si definiva ‘un babbo’ e che si diceva molto preoccupato, chiedendo anche l’intervento delle autorità, dopo aver visto dei video girati dai clienti del Garden Beach (il bar estivo allestito presso la piscina del centro sportivo a Pianvallico, Scarperia e San Piero). Video nei quali si vedono persone ‘accennare’ danze e festeggiare in gruppo a suon di musica.
Come nostro costume (in quanto non pubblichiamo mai né lettere né segnalazioni anonime) abbiamo provveduto a verificare la situazione presso i titolari dell’attività in questione, che ci hanno spiegato come si svolgono le serate in questione. Precisando che non si tratta di serate danzanti, tantomeno di una discoteca all’aperto.
Ma semplicemente di serate musicali (permesse dai decreti) alle quali i clienti vengono fatti entrare solo dopo la misurazione della temperatura all’ingresso. Che le presenze sono poi tutte tracciate (con nomi e numeri di telefono). E infine che i tavoli, (distanziati tra loro) sono serviti da camerieri, grazie anche a un investimento in personale.
“Mettiamo allo stesso tavolo – spiega ancora il titolare – solo chi arriva già insieme e dichiara, sotto la sua responsabilità, di essere in qualche modo congiunto”. In effetti, aggiungiamo noi, ci pare sia quello che fanno tutti i ristoranti o le pizzerie.
La musica, insomma, sarebbe sostanzialmente ‘da ascolto’ (permessa dai decreti governativi) e il locale avrebbe superato svariati controlli. E il fatto che alcuni avventori si siano alzati e abbandonati a qualche accenno di balletto o abbraccio non sarebbe, per i gestori, loro responsabilità avendo anche ingaggiato dei buttafuori per tenere la situazione sotto controllo e per controllare, oltre al distanziamento tra i tavoli, anche che le persone quando si allontanano dal proprio posto per raggiungere gli spazi comuni siano munite di mascherina.
I gestori spiegano anche di aver sempre messo le autorità al corrente del proprio operato, chiedendo se fosse o meno in linea con i Dpcm vigenti e ottenendo sempre, secondo quanto affermano, risposte positive. E ribadiscono: “Non siamo una discoteca”.
Noi, come previsto dal nostro mestiere, raccogliamo sia la segnalazione del lettore sia le spiegazioni dei gestori. Con questo articolo vogliamo renderle pubbliche e magari, speriamo, tranquillizzare qualche genitore in merito alle misure prese ed ai controlli superati dal locale. Insieme alle difficoltà di un settore, concedetecelo, messo letteralmente in ginocchio da questa pandemia da Covid.












