Era il 14 agosto scorso, quando si aprì una sua personale dal titolo Dal bianco al nero per infiniti grigi. Questa esposizione costituiva il primo premio del 1° Concorso d’Arte tenutosi nel novembre 2015, e organizzato dall’Associazione Giotto e l’Angelico. E il primo premio se l’era aggiudicato lei. Ma di personali a Vespignano Diana ne aveva già tenute altre due, una nel maggio 2010 e un’altra nell’aprile 2014. Se ho contato bene, le mostre cui ha partecipato a partire dal 1971, da sola o collettive, sono sessantuno. Diana c’è. Da tempo. Da quando pur restando, come avrebbe detto Nanni Loy, sarda a ogni richiamo, è approdata in Toscana. Era il 1970. E della Toscana ha saputo trarre le premesse e le coordinate per il suo percorso artistico. Artistico nel senso più totale. Citiamo Bernhard Berenson: “Il significato dei nomi veneziani s’esaurisce nel significato degli artisti come pittori. Continua… Clicca qui a fianco per leggere il resto dell’articolo sul blog di Paolo Marini















