Dal nostro lettore, che si firma come Il Mugellano, riceviamo questo nuovo contributo. Dopo l’intervento sulle sagre, che tanto ha fatto discutere. stavolta tocca ad una autentica testimonianza di amore per la nostra terra:
Al centro del Mugello a sud dell’autodromo Mugellano c’è un ombelico, un ventre molle, un piccolo stagno, che pochissimi conoscono. È in una piccola valle nascosta agli occhi dei Mugellani. Ha inizio a nord dal colle dei Crocioni, è stretta ai lati da due colline che da lì prendono origine, è chiusa a sud da una piccola collina trasversale tutta boscosa che la nasconde a chi guardi da sud sud- ovest.
La conoscono bene però gli uccelli migratori che in questo piccolo acquereto si fermano durante la migrazione a riposare indisturbati. In questa piccola valle nascosta, tanti anni fa, all’epoca delle invasioni barbariche, si svolse un epica battaglia, fra un esercito Romano e i Goti di Re Totila disceso dall’appennino fino a Fiesole.
Gli storici nel descrivere tale battaglia non precisarono chi abbia vinto. Fu comunque un’ecatombe. Per oltre 1300 anni in questa valle vi sono stati trovati reperti storici di tale combattimento. Questo territorio segnato dalla storia è un piccolo paradiso per gli animali stanziali e di passo. È il regno dei caprioli, delle lepri, dei fagiani, dei conigli selvatici, delle cornacchie che nel bosco limitrofo ci passano la notte e da dove tutte le mattine si alzano in formazione per dirigersi verso i vicini pascoli.
Non c’è giorno che in alto nel cielo non si vedano volteggiare grandi poiane. Ci sono le gazze ladre con la loro livrea bianco-nera, le ghiandaie celestine, il picchio verde col ciuffo rosso, i passeri, le lodole. Poco distante, sulla cresta di una collina limitrofa, c’è una casa, una bella casa costruita da poco, da dove all’alba si vede sorgere il sole dal monte Falterona e al tramonto sparire dietro le
montagne Pistoiesi. È un sito che ha una storia antica.
Da lì per più di 1000 anni passarono le carovane che attraversavano l’Appennino. In estate le Gru la sorvolano e flap… flap… si sente il battito delle loro possenti ali, le rondini ci volano sopra inanellando i loro ampi volteggi, le bianche garzette ne decorano i verdi prati. Federico il pettirosso e Carletto lo scoiattolo ne frequentano il giardino. Nei prati prospicienti vi pascolano cavalli e pecore in libertà.
Questa casa al centro del Mugello beneficia di una costante corrente d’aria che dalla piccola valle sale verso l’alto ed è in perfetta sintonia e armonia con la natura e il territorio che la circonda. Tutto questo è al centro e il cuore stesso del territorio Mugellano. Lì ne percepisci il suo pulsare e il suo respiro ti induce a pensare al Mugello, come al naturale giardino, l’origine e l’essenza della Toscanità. Un luogo magico senza tempo, statico e dinamico nello stesso momento, come se l’eternità avesse origine da lì. Una casa, due colline, un padule un luogo armonico che non poteva che essere così dall’alba dei tempi. Frutto e realtà di un sogno fantastico. Un luogo dove tutto passa senza alterarne il suo equilibrio e senso più profondo di ombelico del Mugello.
Il Mugellano












