Mugello – Viene dai nostri lettori la proposta di intraprendere una nuova campagna di sensibilizzazione in Mugello contro l’abbandono (illegale) dei rifiuti di cemento-amianto. Ci hanno segnalato che nel territorio del Mugello non sarebbe stata fatta, almeno recentemente, una campagna di sensibilizzazione e informazione sul tema. Una delle idee avanzate sarebbe invece quella di allegare alla corrispondenza della TARI un opuscolo informativo, su come sia possibile smaltire l’ amianto, quali sono i rischi del non farlo, chi e come contattare, etc. Sulla base di una vecchia campagna informativa analoga, lanciata da AER e dal comune di Pontassieve alcuni decenni fa, più o meno negli anni ’80. Una tale operazione richiederebbe però l’attività, il consenso e la collaborazione dell’Unione dei Comuni del Mugello, delle amministrazioni, e di Publiambiente spa – società che si occupa della gestione e raccolta rifiuti nella zona. Anche per venir incontro ai cittadini sui costi di tali operazioni, che se dovessero venir svolte in modo privato, verrebbero a costare da un paio di migliaia di euro in su per “pezzi” di materiale entro i cinque metri quadri. Un costo spesso per molti insostenibile. Un esempio vicino – di cui la nostra redazione si è già occupata – sono i rifiuti di amianto presenti lungo la strada militare barberinese, in località San Gavino; che a quanto ci segnalano – ancora non sarebbero stati perimetrati ed evidenziati con l’apposita segnaletica di pericolo “AMIANTO”. Anche se la polizia municipale ha da poco provveduto a fotografare gli oggetti interessati. La proposta consiste quindi nell’avviare una campagna di informazione e sensibilizzazione in Mugello volta alla messa in sicurezza dall’amianto; non solo smaltendone i rifiuti, ma liberando il suolo anche da tutte quelle strutture o similari, che non sono ancora formalmente rifiuti, ma di fatto sono obsolete in quanto abbandonate e non più utilizzate. Quindi sarebbe necessario fare con maggior convinzione e sinergia tra gli attori coinvolti, quello che il Corpo Forestale dello Stato fa in campo agreste, rintracciando i proprietari di simili strutture fatiscenti, invocandone la smantellamento. Oltre all’informazione però ci vorrebbe anche un progetto che coinvolga Publiambiente, per cercare di rendere sostenibili le operazioni di smaltimento riguardo i costi. Così da rendere meno preferibile per gli utenti l’allontanamento abusivo. Come venne fatto a Pontassieve anni fa, con la condivisione delle spese da parte un po’ di tutti gli attori: cittadini, amministrazione e società di raccolta. C’è solo da sperare che qualche personalità politica o attore istituzionale accolga favorevolmente l’appello e lo faccia proprio.
Il Mugello e l’amianto. Riflessioni di un lettore












