Venti anni fa ad Hammamet moriva Bettino Craxi. In redazione nei giorni scorsi sono arrivati i ricordi e le riflessioni da parte di Giampaolo Giannelli, capogruppo centrodestra a Dicomano e vicecoordinatore provinciale di Forza Italia, e di Rodolfo Ridolfi, capogruppo centrodestra nell’Unione dei Comuni del Mugello.
Qui sotto trovate la riflessione di Giannelli, nelle immagini trovate invece quella di Ridolfi. Scrive Giannelli:




“Craxi rappresenta una delle figure più affascinanti e controverse della storia politica del dopoguerra. A distanza di anni dalla morte però, per fortuna, alcuni dei suoi avversari sia politici sia della magistratura hanno iniziato a riconsiderarlo. Celebre” ricorda “il suo discorso alla Camera il 3 luglio 1992, con quel suo stile efficace e mai pleonastico che tanto piaceva agli italiani. In quel discorso, che tanto oggi evocano come giusto, Craxi sfidava tutti gli altri politici a dire giurare che vi era chi non conoscesse il sistema di finanziamento dei partiti esistente. Ovviamente, nessuno si alzò. Questo era Bettino Craxi. Uomo forte, statista di razza, riformista, modernizzatore. Tutto il contrario della classe politica attuale”.











