Scarperia e San Piero

Mozione del centrodestra per il ripristino della guardia medica notturna a San Piero a Sieve

Secondo i proponenti, la riorganizzazione avrebbe privato il Mugello occidentale di un punto di riferimento essenziale nelle ore...

Fratelli d'Italia

Il gruppo consiliare Centrodestra per Scarperia e San Piero ha depositato in Consiglio comunale una mozione per chiedere il ripristino del servizio di continuità assistenziale notturna presso la sede di San Piero a Sieve, nel Comune di Scarperia e San Piero. L’iniziativa, alla quale aderisce anche il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Rodolfo Cipollone, mira a sollecitare un intervento istituzionale dopo la soppressione del presidio sanitario disposta nell’ambito della riorganizzazione attuata da ASL Toscana Centro.

Secondo i proponenti, la riorganizzazione avrebbe privato il Mugello occidentale di un punto di riferimento essenziale nelle ore notturne, in un territorio caratterizzato da estensione geografica significativa, conformazione montana e viabilità complessa. La mozione impegna il Sindaco e la Giunta a richiedere formalmente il ripristino del servizio o, in alternativa, l’individuazione di una soluzione che garantisca una presenza sanitaria effettiva e continuativa.

Il documento prevede inoltre la promozione di un incontro urgente con i vertici dell’Azienda sanitaria e con la Regione Toscana per valutare gli effetti della riorganizzazione, nonché il coordinamento con gli altri Comuni del Mugello e con la Società della Salute, al fine di assumere una posizione condivisa a tutela della popolazione.

Tra le motivazioni evidenziate vi sono le difficoltà negli spostamenti notturni, in particolare per anziani, persone fragili e famiglie con minori, e la necessità di ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso attraverso un presidio territoriale efficiente. Il gruppo consiliare richiama inoltre il principio sancito dall’articolo 32 della Costituzione, sottolineando l’esigenza che la tutela del diritto alla salute sia garantita anche nei territori periferici e montani. L’iniziativa si inserisce in un più ampio confronto istituzionale sulle modalità di organizzazione dei servizi sanitari territoriali e sull’equilibrio tra razionalizzazione delle risorse e bisogni delle comunità locali.

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