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È morto Rocco Commisso, l’ultimo abbraccio di Firenze al presidente che ha sognato in viola

Il club ufficializza la scomparsa del patron: dall’infanzia calabrese al sogno americano, fino a un amore totale per la Fiorentina

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La Fiorentina ha comunicato ufficialmente la scomparsa del proprio presidente Rocco B. Commisso, morto dopo un prolungato periodo di cure. La notizia, diffusa dal club attraverso una nota ufficiale, ha suscitato profonda commozione a Firenze e nel mondo del calcio italiano.

«Con grande dolore e tristezza la famiglia Commisso, con la moglie Catherine, i figli Giuseppe e Marisa e le sorelle Italia e Raffaelina, comunicano la scomparsa del Presidente Rocco B. Commisso», si legge nel comunicato. «Dopo un prolungato periodo di cure, il nostro amato Presidente ci ha lasciati ed oggi tutti ne piangiamo la scomparsa».

Un uomo di famiglia, una guida dentro e fuori dal calcio

Nel messaggio ufficiale emerge con forza il ritratto umano di Commisso: marito, padre e punto di riferimento. Accanto alla moglie Catherine aveva raggiunto il traguardo dei 50 anni di matrimonio, mentre con i figli è stato «un padre severo e amabile, dolce e deciso», come descritto dalla famiglia.

Un uomo che ha continuato a lavorare fino agli ultimi giorni, dividendosi tra le sue aziende – Mediacom e la Fiorentina – con lo sguardo sempre rivolto al futuro.

Dalla Calabria agli Stati Uniti, fino a Firenze

Nato in Calabria ed emigrato giovanissimo negli Stati Uniti, Rocco Commisso ha costruito oltreoceano il proprio successo imprenditoriale, diventando uno dei principali protagonisti del settore delle telecomunicazioni.

Nel 2019 il suo percorso si è intrecciato con quello della Fiorentina, club che ha guidato per sette anni, trasformando un sogno personale in un progetto sportivo e identitario profondamente legato alla città.

“Chiamatemi Rocco”: l’amore per la Fiorentina e i suoi tifosi

«Il calcio era il suo amore e la Fiorentina lo è diventata sette anni fa», ricorda il club. Un legame costruito giorno dopo giorno, fatto di empatia, presenza costante e vicinanza ai tifosi, sintetizzato in quella frase rimasta celebre: “Chiamatemi Rocco”.

Sempre vicino a Firenze anche nei momenti più difficili, Commisso si era distinto durante l’emergenza Covid-19, quando la campagna “Forza e Cuore” aveva destinato ingenti donazioni agli ospedali cittadini.

Il Viola Park e l’eredità lasciata ai giovani

Il segno più duraturo della sua presidenza è il Rocco B. Commisso Viola Park, centro sportivo che porta il suo nome e che rappresenta la casa della Fiorentina e del suo settore giovanile.

Un luogo simbolo di un progetto rivolto ai giovani, molti dei quali sono cresciuti nel vivaio viola, conquistando trofei giovanili e approdando alle prime squadre maschili e femminili.

I risultati sportivi e il segno nella storia viola

Sotto la sua guida la Fiorentina ha raggiunto due finali di Conference League e una finale di Coppa Italia, tornando protagonista in Italia e in Europa. Risultati che, al di là dei trofei mancati, hanno restituito centralità e ambizione al club.

Il saluto della famiglia e del popolo viola

La famiglia Commisso ha ringraziato quanti sono stati vicini in queste ore, esprimendo la certezza che «il ricordo e la memoria di Rocco rimarranno per sempre nei cuori delle tante persone che gli hanno voluto bene».

Un pensiero particolare è stato rivolto a staff, giocatori, dipendenti, tifosi e soprattutto ai giovani che continueranno a portare nel mondo i colori viola e il ricordo del loro presidente.

«Ci manchi e ci mancherai sempre», conclude il comunicato.

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