Dopo che ieri abbiamo pubblicato la denuncia dei residenti del abitato di Morlione per le difficoltà sostenute nell’attraversare il fiume dopo la demolizione del ponte (leggi qui). Pubblichiamo ulteriori contributi giunti dai residenti in risposta a quanto affermato dal Sindaco Leonardo Borchi. “E’ vero che noi siamo stati lenti nel muoverci e presentare i progetti, ma il signor sindaco si ricorda che le persone citate nelle varie ordinanze emesse dal comune variano dalle dieci alle quindici, a seconda di quanto caffè aveva bevuto chi le scriveva? Ha idea di cosa significhi mettere tutti d’accordo, suddividere le spese in base a chi possiede le abitazioni, chi i terreni, chi vive all’estero? Consultare tecnici e legali per capire a chi spettasse pagare cosa e a chi no? Si ricorda che l’istituto di sostentamento del clero, proprietario di terreni di là del ponte, e quindi nella nostra stessa situazione, non è mai stato nominato nelle ordinanze? Ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B? Per forza che ci siamo mossi lentamente. Lui dice dovevate pagare il canone demaniale. E anche se l’avessimo fatto? Il ponte come per magia non sarebbe stato più un abuso???? Bene sa invece che ci hanno preventivato 70.000 euro di spesa per rifare il ponte a norma, progetto che probabilment everrebbe bocciato dalla sovrintendenza perché d’insostenibile impatto ambientale. Quassù c’è chi fa fatica ad arrivare in fondo al mese. Dove sono finiti i valori della sinistra, la solidarietà e l’aiuto verso i più deboli? Non si rende conto che così ci hanno messo in croce? Lui dice di ripristinare il guado e passare nell’alveo del fiume con la macchina. La legge regionale 21/2012 non lo consente. Quindi ci invita a commettere un reato! Oltrettutto si parla di un torrente, che a seguito della TAV e dei cambiamenti climatici, è soggetto a piene improvvise e pericolose. Si rende conto che ci invita a mettere a rischio la nostra incolumità? Poi sinceramente, possiamo disquisire quanto vuole di leggi e cavilli legali. Sta di fatto che ha costretto all’isolamento cinque famiglie composte da pensionati,lavoratori, bambini di cui uno in cura al Mayer per un linfoma, un medico chiurgo cardio vascolare con le reperibilità, una diabetica insulino-dipendente. Qualunque aiuto esterno è precluso. Se qualcuno quassù si sente male, non ci atterra neanche l’elicottero. Se questo qualcuno ci lascia le penne chi se la prende la responsabilità? Debora Vannini – Abitante di Morlione” la seconda risposta: “Caro signor sindaco Borchi, ma si sta rendendo conto di cosa dice? Quindi tra sei mesi , in inverno la piena che anno scorso ci ha sospeso l’ordinanza di demolizione del ponte non ci sarà? Io ho una prospettiva diversa.La piena ci sarà, vista la tendenza degli ultimi anni e l’acqua scaverà ben bene sia l’alveo del fiume e sia la salita con elevata pendenza che si verrà a creare nella parte antistante la porzione che collega il guado alla via comunale. Come accade spesso in questo paese fino a che qualcuno non si farà male , gli errori umani in ambito idrogeologico non verranno sanati. Sta tutto nella coscienza di chi amministra. Dubito fortemente che chi se ne lava le mani come fa lei e che non si è neppure presentato di persona a controllare lo stato attuale dell’alveo del fiume e la conformità del terreno, possa avere alcunchè minima coscienza e interesse di quello che potrebbe accadere, in un futuro prossimo, agli elettori che hanno fatto si che diventasse sindaco. Massimiliano Pastorini – Abitante di morlione” Per completezza ricordiamo le parole del Sindaco pubblicate, ieri, in un post su Facebook: “REPORT 21 giugno ’16 (solstizio di primavera) TRA L’INCUDINE ED IL MARTELLO Il contesto: il ponticino sul torrente Cerretana che viene demolito in località Paterno. Veniamo alla questione. I tecnici del Demanio Fluviale della Provincia di Firenze effettuano due sopralluoghi in loco, un primo nel maggio del 2008 ed un secondo ad ottobre del 2011, in cui accertano la presenza del ponticino ( e di un’altra passerella più a monte) per cui non sono pagati le indennità di occupazione del suolo demaniale. Chiedono ai proprietari, che abitano le case di Morlione, che utilizzano il ponte, il pagamento di detto canone, con gli arretrati. I proprietari respingono al mittente la richiesta. Nel dicembre del 2013, lo stesso ufficio provinciale segnala la presenze dei manufatti irregolari all’Ufficio Tecnico del Comune di Vaglia per la demolizione. Questo fa intervenire la Polizia Municipale, che verbalizza l’abuso edilizio nel giugno del 2014. A dicembre 2014, il responsabile dell’Ufficio tecnico emana un’ordinanza di demolizione del ponte( e della passerella). I termini per la demolizione e rimessa in pristino vengono prorogati con ulteriore ordinanza al 30 settembre 2015. A tali ordinanze viene fatto eccezione informalmente da parte di più destinatari, ma non vi si fa ricorso ufficiale per ottenerne perlomeno la sospensione. IL giorno ultimo della scadenza del termine utile per ricorrere al TAR o per dare corso alla demolizione, gli utilizzatori del ponte presentano al Comune un progetto di massima per realizzare un ponte alternativo, che l’Ufficio tecnico dichiara non ammissibile e per cui avvia la procedura di diniego. Di fatto, dopo la scadenza dei termini, la Polizia Municipale verbalizza l’inottemperanza dell’ordinanza. A quel punto, per la legge edilizia, il Comune deve intervenire con la demolizione d’ufficio, a spese degli inadempienti. Il 12 ottobre 2015, vengo investito del problema con una lettera dei residenti-proprietari di Morlione, che mi chiedono di emettere un’ordinanza che dia loro altri tre mesi di tempo per perfezionare la pratica edilizia. Nel frattempo l’Ufficio tecnico irrora una sanzione pecuniaria per l’omissione della demolizione. A fine novembre 2015 mi arriva, in qualità di sindaco, la richiesta di un avvocato, per conto dei proprietari e residenti, di intervenire per sospendere l’azione dell’amministrazione, per dare loro tempo per perfezionare la pratica di realizzazione di un ponte nuovo, a norma. In tale lettera c’è l’impegno dichiarato di demolire il manufatto abusivo. Nella lettera si afferma che in caso di demolizione del ponte le famiglie avrebbero serie difficoltà a raggiungere le proprie abitazioni. Tale ultima circostanza mi viene confermata da un rapporto della Polizia Municipale che ho investito della verifica delle condizioni. Il 24 novembre 2015 emetto un’ordinanza contingibile ed urgente in cui ordino al responsabile del mio Ufficio tecnico di “sospendere gli effetti dell’ordinanza di demolizione emanata dal tecnico per il tempo strettamente necessario ai soggetti obbligati di individuare e realizzare un percorso alternativo che colleghi la frazione di Morlione con la pubblica via, quantificato in 180 giorni non ulteriormente prorogabile salvo che per fatti e motivi oggettivi indipendenti dalla volontà dei soggetti obbligati” Il tempo utile è scaduto alla fine di maggio 2016 e solo qualche giorno prima è stato presentato un progetto di massima di ponte alternativo, che è stato sospeso dalla Commissione Paesaggistica comunale. Ieri, 20 giugno 2016, su iniziativa dei proprietari, sono iniziati i lavori di demolizione del ponte. Specifico che il ponte, e la strada che serve, sono di proprietà privata, su cui non grava servitù di passaggio pubblico, per cui il Comune non può investirci un euro. Il ponte è stato costruito nella prima metà degli anni ’80 dall’allora proprietario di Morlione, senza titolo autorizzativo e quindi ho veniva sanato o doveva essere demolito. Inoltre le prescrizioni dell’Autorità di Bacino, che sovrintende al vincolo idraulico, richiedono per la la realizzazione del ponte delle caratteristiche imponenti e costose (circa 70.000 €). La mia riflessione è che si è perduto tempo ed occasioni. Quando si poteva, da parte dei residenti di Morlione, pagare il canone per l’occupazione del demanio fluviale, che probabilmente avrebbe stoppato tutto, non lo si è fatto. Quando si poteva presentare un progetto a sanatoria, non si è fatto. Quando si poteva fare opposizione all’ordinanza al TAR e sospendere l’efficacia del provvedimento, non si rimesso ricorso. Infine, io sono stato personalmente investito del problema, quando i buoi erano scappati: dopo che era scaduto il termine dell’ordinanza di demolizione. A quel punto mi sono attivato facendo eccezionalmente ricorso ai miei poteri straordinari ed ho emesso l’ordinanza contingibile ed urgente con cui ho sospeso l’efficacia dell’ordine di demolizione. Ma la sospensione non è e non può essere sine die. In sei mesi non si è trovata da parte dei residenti-proprietari una soluzione alternativa. Si è ancora una volta perso tempo. Una mia ulteriore sospensione, a mio parere, poteva sconfinare nell’abuso di potere. Cosa avreste fatto voi e cosa fareste ora, se foste stati il sindaco? Augh.”
Morlione, continua il botta e risposta












