Vaglia

Morì in galleria, sepolto a Vaglia il giovane migrante. Fotocronaca della cerimonia

intervento borchi

“Scusaci se non siamo stati capaci di ascoltare la tua voce che chiedeva aiuto”. Con queste toccanti parole ieri (martedì 6 settembre) il sindaco di Vaglia, Leonardo Borchi, si è rivolto alla salma di  Abdo Yaya Abdelazi (il giovane sudanese che all’inizio di agosto fu trovato cadavere all’interno della galleria Vaglia dell’Alta Velocità. Ieri, infatti, con una toccante cerimonia, il suo corpo è stato sepolto nel cimitero di Vaglia, dato che nessuno (dal paese di origine) aveva rivendicato la salma. Alla cerimonia erano presenti (tra gli altri) il sindaco di Vaglia, Leonardo Borchi, gli assessori Santi e Impallomeni; ma anche assessori di altri paesi mugellani e il presidente dell’Unione dei Comuni, Federico Ignesti. All’arrivo della bara è scattato il primo applauso, spontaneo. Poi, toccanti e sentiti, si sono susseguiti gli interventi pronunciati di fianco al feretro di questo ragazzo ufficialmente 14enne (ma forse, almeno stando alla foto) più grande. “Non sappiamo – ha detto il sindaco Borchi – da cosa tu scappassi”. “Ma – ha continuato – sappiamo che spinto dalla speranza cervi una vita migliore, più sicura, più prospera, con un futuro. Hai trovato la morte nel buio di una galleria”. Borchi, nell’occasione, ha anche sviluppato una riflessione articolata sul fatto che, comunque, l’immigrazione debba essere regolata proprio per evitare tragedie di questo tipo. E ora anche il Mugello ha il suo monumento alla ricerca di un destino migliore o, detto in altre parole, alla tragedia dell’immigrazione. Il giovane sudanese trovato cadavere nella notte tra l’1 ed il 2 agosto nella galleria dell’alta velocità che passa proprio sotto al paese; con tutta probabilità risucchiato dal passaggio di uno dei convogli che, in quel tratto, sfrecciano ad oltre 250 chilometri orari. Presenti svariati cittadini e tanti giovani, sinceramente commossi dalla fine di questo loro coetaneo. Tra loro alcuni hanno portato dei fiori, altri delle lettere scritte di proprio. Alla cerimonia hanno parlato anche l’assessore Camilla Santi e Laura, una cittadina di Vaglia impegnata in parrocchia come catechista e con i migranti e i bambini saharawi. “Scappate dalla morte – ha letto – in cerca della vita. E il sogno diventa pane”. C’è stato naturalmente spazio anche per alcuni rappresenti della comunità sudanese del Mugello, che hanno recitato dei versetti del corano. Intanto (a piedi nudi) sindaco, assessori e tanti giovani hanno riempito (sotto la guida dell’artista David Styler) lo spazio antistante il cimitero di impronte bianche a significare le tante persone che sono salite fino a qui per rendere omaggio a questo ragazzo.

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