Immaginavo di non essere affatto l’unico ad averci pensato, e invece credo proprio che l’incontro – spettacolo di giovedì a Borgo sarà il solo a ricordare che esattamente cento anni fa Ungaretti scrisse la poesia Mattina, ovvero i celeberrimi due soli versi m’illumino / d’immenso. Sul sito del Comune di Santa Maria La Longa – ovvero il luogo dove i versi furono scritti – non risultano iniziative in merito. Né ho trovato fondazioni di sorta intitolate o meno a Ungaretti che ne facciano cenno. Insomma, senza volerlo ho stabilito quasi un primato! Nell’Oratorio di S. Omobono, la sera del 26 gennaio si parlerà di poesia, si leggeranno poesie, ma non sarà un convegno di letteratura. Non ci saranno parafrasi, spiegazioni, dissertazioni. Sarà tuttavia l’occasione per raccontare la storia di questo grande poeta del secolo scorso, anche al di là di certe banalizzazioni, e in particolare come giunse a comporre quei versi rimasti giustamente famosi, e non solo per la brevità. Non sarà neanche un ‘semplice’ concerto di cori alpini. Giuseppe Ungaretti non fu un alpino, combatté come soldato semplice dell’esercito italiano. Ma gli amici del Coro degli Alpini del Mugello, interpolandosi al racconto, saranno in grado – come sono sempre stati – di condurre gli spettatori verso le atmosfere e gli stati d’animo di quelle regioni alpine – come il Carso – dove Ungaretti fu inviato a combattere.
‘M’illumino / d’immenso’. Parliamone di domenica, con Paolo Marini











