Mugello Valdisieve

Mia figlia, ragazza con dei problemi, disorientata dal treno soppresso. E in stazione non c’era nessuno cui chiedere”. La storia

Ci hanno contattato i genitori. La ragazza sta facendo un percorso verso l’autonomia. E nel suo caso un semplice annuncio vocale purtroppo non basta

Stazione...

Oggi OKMugello racconta la storia di una ragazza, possiamo chiamarla Francesca (il nome naturalmente è di fantasia) che viaggia come tanti altri pendolari in treno tra Borgo e Pontassieve.

Solo che Francesca, come altri ragazzi che viaggiano con lei, è una ragazza particolare e speciale. Che a causa di alcune sue problematiche di salute, sta facendo un percorso verso l’autonomia. E per questo viaggia in treno, per recarsi alla sua ‘scuola’. 

E quello che per tanti altri ragazzi della sua età è magari una cosa banale, per lei è una piccola conquista quotidiana. Lo scorso giovedì è però successo che il treno Borgo – Pontassieve, che usa per tornare a casa, sia stato soppresso. E che la cosa sia stata annunciata solo all’altoparlante, disorientandola. 

Ci racconta la madre, che ci ha riportato tutta la storia, che alla fine la cosa si è risolta. E che sono andati loro genitori a prenderla a Borgo. 

E’ la stessa madre che però ci fa presente che a suo avviso sarebbe necessaria, in stazioni grandi come Borgo, la presenza di alcuni addetti sui binari o almeno in stazione. Per aiutare chi, per un motivo o l’altro, possa essere in difficoltà.

Noi abbiamo deciso di rilanciare questa storia e di dare loro voce per sottolineare che, in mezzo a tanti problemi dei pendolari, ci sono anche persone con bisogni particolari. E che la presenza del personale dedicato in stazione li potrebbe risolvere. Una piccola storia, certo. Che magari non farà ‘notizia’, ma che abbiamo voluto comunque raccontare. 

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