Barberino di Mugello

I giovani e la memoria, lettera di un lettore di Barberino…

I giovani e la memoria, lettera di un lettore di Barberino...

Un intervento che trae spunto dal Monumento ai caduti del paese mugellano:

Da sempre l’uomo trae esperienze dal passato per comprendere meglio il presente. La storia recente, può darci la capacità di cogliere segni e somiglianze con eventi già accaduti. Lavorare sulla memoria significa estendere i confini e costruire sulla storia le basi del futuro. I giovani di oggi sono come una sfumata entità, che non sa cosa sia ieri e nemmeno cosa sia oggi. La società attuale ci ha insegnato ad invidiare l’animale che vive solo nel presente perché l’uomo non riesce a dimenticare. L’oblio è necessario alla vita: per poter vivere nel presente bisogna anche poter dimenticare il passato che altrimenti ci paralizzerebbe. Questo non significa che la storia fondata sulla memoria del passato sia sempre pericolosa ma l’importante e’ ricordare nel momento giusto e nella misura adeguata. La maggior parte dei giovani ormai vive nel presente perpetuo, nel quale “manca ogni rapporto con il passato storico del tempo in cui essi vivevano”. Il lavoro degli storici dunque in questo contesto, è molto difficile: non devono essere solo cronisti e compilatori di memorie ma devono riuscire a far capire, che cercare nel passato la spiegazione e le radici, le cause remote o vicine dell’evoluzione e degli eventi di oggi, è l’unico strumento che abbiamo, per tentare di orientarci e di comprendere quello che ci circonda. Solo così, non facendo cadere la memoria nel sonno perpetuo saremo come “nani che camminano sulle spalle di giganti”. I giganti sono le nostre storie passate , i nani siamo noi, che con la vista assai debole possiamo col loro aiuto andare al di là della memoria e dell’oblio. Le commemorazioni per qualsiasi evento o ricorrenza storica sono un qualcosa di importante per una qualsiasi comunità: per capire quello che siamo stati, quello che siamo e forse quello che saremo. Non è serio che chi rappresenta un qualsivoglia agglomerato sociale pensi che si possa mettere nel dimenticatoio il ricordo di un giorno che anche se non importa ormai niente ai più, è pur sempre parte di una importante storia collettiva. Riportando ciò che non è stato fatto si sottolinea un problema attuale che bisognerebbe cercare di risolvere: la dimenticanza di alcune istituzioni per le commemorazioni collettive e la memoria storica. Giusta intuizione sarebbe ammettere che anche i reperti servono a ricordare il valore di tanti ignoti eroi, il loro attaccamento alla vita ,le paure, le ristrestezze in lunghi mesi trascorsi tra fango e gelo della prima linea . Dimenticarli equivarrebbe davvero ad ucciderli una seconda volta. E tanti, sono stati e sono ancora Barberinesi come noi! Alessandro Corti.

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