Il viaggio delle quattro terze della scuola secondaria di primo grado di Vicchio, fatto lunedì 23 aprile, ha permesso di scoprire una realtà non molto nota ai più, soprattutto in un periodo come quello attuale. Anche questa esperienza fa parte del Progetto d’Istituto: IL VIAGGIO e LA MEMORIA 3edizione. Scrive il professor La Porta, responsabile del progetto:




In questo caso, la storia che è stata svelata, da appassionate guide a bordo del battello lungo i “fossi”, ha fatto conoscere come, a causa dell’insabbiamento naturale dell’antico Porto Pisano, la famiglia Medici decretò l’ampliamento di un piccolo villaggio in una importante città che prese il nome di Livorno tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. Gli statuti pisani, prima, e Ferdinando I, con le Leggi Livornine alla fine Cinquecento, stabilirono un regime giuridico a favore di tutti coloro che si fossero stabiliti a Livorno. Si trattava sostanzialmente di un’esenzione da ogni tassa, e il rilascio di immunità che favorirono l’arrivo di numerose comunità provenienti da tutta l’Europa. Livorno divenne quindi una città cosmopolita per eccellenza; i suoi abitanti furono infatti mercanti di qualsivoglia Nazione, Levantini, Ponentini, Spagnuoli, Portughesi, Greci, Todeschi et Italiani, Hebrei, Turchi, Mori, Armeni, Persiani et altri, con le garanzie di libertà religiosa, amnistia e protezione dall’Inquisizione. Un esempio ben riuscito e valido anche ai giorni d’oggi. Livorno, elevata al rango di città il 19 marzo 1606, divenne un rilevante centro economico in quanto era divenuta il principale porto del Granducato di Toscana e tra i più trafficati scali di tutto il bacino del Mediterraneo. Un’ultima considerazione a cui, al momento, non so dar risposta. Piazza della Repubblica e piazza Cavour (non so se ci sono altre piazze analoghe) avrebbero potuto essere chiamate Ponte della Repubblica e Ponte Cavour, così come Ponte Vecchio ha invece mantenuto il termine proprio di “ponte” pur essendo diventato una delle più eleganti e caratteristiche piazze commerciali del mondo pur avendo assunto tutte quelle caratteristiche proprie della “piazza”, qualche affaccio abitativo, negozi, monumento commemorativo, viste panoramiche, loggia, percorso museale e un bagno di folla tipico delle piazze importanti. Invece, una città dove i ponti, che uniscono sponde opposte, sono “Piazze” per “l’incontro”. Una stravaganza positiva forse figlia dello strano carattere dei livornesi.












