Terzo in gara 2, quarto in gara 1 e prima fila nel secondo turno di qualifiche, numeri che soddisfano Max mugelli sul circuito di casa, che ha ospitato il quarto appuntamento del TCR Italy. Il weekend inizia subito bene con un ottimo secondo posto in Q2, dove Max riesce a compiere un giro pressoché perfetto, portando la vettura al limite in ogni curva. Da sottolineare il miglioramento tra le due sessioni di qualifiche: se nel primo turno Max ferma il cronometro sul 2’00.778, nel secondo turno invece Mugelli abbassa il tempo fino al 2’00.220 che gli vale la seconda posizione in griglia e dunque la prima fila. In gara 1 Max parte dalla quinta posizione in una gara ricca di colpi di scena e il primo capita proprio subito dopo il via, quando Kralev e Crocker entrano in contatto e Max riesce ad evitare la collisione portandosi al quarto posto, che diventa poco dopo terzo grazie ad un bel sorpasso ai danni della Honda di Tedeschi. Si forma quindi un gruppetto composto da Giacon, Scalvini, Mugelli, Kralev e Baldan che partiva dalla pole in lotta tra di loro. Poco oltre metà gara Kralev riesce a superare Max che a quel punto si difende con correttezza dagli attacchi di Baldan mettendo in cassaforte il quarto posto. All’ultimo giro il colpo di scena: cede il propulsore della Honda di Scalvini che lascia una scia d’olio in pista, con le telecamere che inquadrano di sfuggita un fuori pista proprio dell’Audi di Mugelli seguita dalla Seat di Baldan causato dall’olio in piena traiettoria. A quel punto Max si ritrova in terza posizione a pochi chilometri dall’arrivo, ma la direzione gara espone la bandiera rossa che per regolamento congela la classifica al giro precedente. Una decisione discutibile, dato che in queste circostanze si è soliti fare entrare la safety car e non interrompere la gara. Paradossalmente la Honda di Scalvini con il propulsore rotto a bordo pista termina in seconda posizione, mentre Max, che aveva a quel punto guadagnato il terzo posto, retrocede in quarta posizione. L’ordine di arrivo vede dunque il nostro Max Mugelli in quarta posizione (dalla quinta di partenza), mentre sul podio finiscono nell’ordine l’Opel di Giacon, l’Honda di Scalvini e l’Audi di Kralev. In gara 2 invece Max riesce ad arrivare in terza posizione e dunque conquistare il meritato podio sul circuito di casa. L’episodio saliente della corsa si verifica dopo poche curve, quando la direzione gara fa entrare la safety car per rimuovere una vettura insabbiata in posizione pericolosa: in quel frangente l’Audi di Kralev, partito decisamente male, supera addirittura cinque vetture in regime di safety car. Tra i primi ad accorgersene è proprio Max Mugelli che segnala prontamente via radio al suo muretto box l’accaduto, che invece è sfuggito alle telecamere. La gara termina con Baldan, Giacon e proprio Kralev nei primi tre posti, con Max in quarta posizione. In un primo momento la direzione gara sembra non accorgersi dell’infrazione ma, grazie anche alle testimonianze di chi è stato ingiustamente superato con safety car in pista, alla fine penalizza Kralev con 25 secondi. Max dunque conquista il meritato terzo posto, senza purtroppo potete salire sul podio data che la decisione è stata presa a posteriori qualche minuto dopo la premiazione. Con la gara del Mugello, il TCR Italy si prende una pausa estiva, ma non il nostro Max che sarà impegnato il 18 e 19 agosto a Le Castellet in una gara di durata del Campionato Proto Series. Max infatti tornerà a guidare una GT, in questo caso la Renaut RS01 del team francese Demj nella 12 ore del Paul Ricard, dividendo l’abitacolo con i gentleman drivers Lucien Crapiz e Patrick Sarrailh. Max Mugelli “Sono ovviamente soddisfatto del terzo posto conquistato, anche se avrei voluto ringraziare il team, gli sponsor e gli amici che sono venuti a vedermi dal podio. La decisione delle direzione gara che ancora una volta non si è dimostrata all’altezza per il livello del Campionato è arrivata però troppo tardi, ma l’importante è che comunque sia arrivata, visto che Kralev ha superato numerosi avversari in regime di safety car, cosa assolutamente vietata dal regolamento. L’ho segnalato varie volte via radio durante i due giri dietro la safety, ma incredibilmente il direttore sembrava l’unico che non aveva visto; appena ho terminato la gara mi sono recato in direzione per reclamare e chiedere spiegazioni, fortunatamente non ero il solo e quindi il direttore ha dovuto esaminare i video on board di alcune vetture per verificare la scorrettezza di Kravel. Sono complessivamente soddisfatto del weekend, ma dobbiamo ancora lavorare per migliorare la macchina. Premesso che anch’io devo ancora adattarmi al meglio alla guida di una vettura turismo a trazione anteriore (e dopo molti anni di trazione posteriore vi posso garantire che la cosa non è così semplice!), l’Audi ha a mio giudizio un comportamento eccessivamente sottosterzante. La vettura è troppo “incollata” sul posteriore e non riesco a inserire l’anteriore come vorrei in ingresso di curva. Ciò comporta poi che non riesco a dare gas quando dovrei e dunque sono qualche km orario più lento in uscita di curva. Continuo inoltre a ritenere che la nostra vettura sia troppo pesante rispetto alle concorrenti, ma al momento il Balance of Performance non ci ha alleggerito a sufficienza, essere 35 kg più pesante della Seat a mio avviso è troppo, considerando che a parte la carrozzeria, le vetture sono praticamente gemelle. Sono certo che se potessimo alleggerire la vettura il sottosterzo si ridurrebbe di molto e la vettura sarebbe sicuramente più agile e reattiva! In ogni caso insieme al team stiamo facendo un ottimo lavoro e credo che possiamo migliorare ancora nelle prossime gare. Cercherò di provare qualcosa di diverso per rendere la vettura più precisa sull’anteriore. Il weekend sarebbe stato ancora migliore se avessi potuto raccogliere il terzo posto in gara 1: devo ammettere di non essere affatto d’accordo con la decisione della direzione gara. Quando ha ceduto il motore della Honda di Scalvini che ha cosparso d’olio la pista, la decisione più sensata e che viene presa di solito sarebbe stata quella di fare entrare la safety car, fare allineare tutte le vetture, fare concludere la gara in regime di safety car e non classificare la Honda che si era fermata. Ieri invece inspiegabilmente la direzione ha interrotto la gara con bandiera rossa quando oramai tutti i piloti avevano attraversato il punto inondato di olio, io e Baldan che seguivamo da vicino Scalvini siamo stati costretti ad andare dritti tagliando sulla sabbia la veloce chicane delle Biondetti. Facendo così per regolamento la classifica è stata congelata al giro precedente l’esposizione della bandiera. Il paradosso è stato quindi che la Honda di Scalvini, la cui rottura del propulsore ha causato l’interruzione, è stata classificata seconda nonostante abbia imbrattato i circuito, non si sia fermato a bordo pista e sia arrivato fino al parco chiuso, mentre io dalla terza posizione guadagnata sono stato, diciamo così, retrocesso in quarta. Per rimediare all’errore al direttore bastava dare una penalità al pilota della Honda per comportamento scorretto (unsafe release) dato che ha continuato in traiettoria per un lungo tratto inondando la pista di olio. L’obbiettivo comunque sarà quello di ritornare nuovamente sul podio già dalla prossima gara di Imola il 10 settembre dopo la pausa estiva. Prima però mi aspettano due gare di durata a bordo della fantastica Renault RS01,un prototipo con telaio Dallara e motore Nissan V6 turbo 3.8 da 500 cv, a Le Castellet (il 19 agosto) e Jarama (il 3 settembre) con il team francese di Lucien Crapiz insieme al mio teammate Patrick Sarrailh. Gare che arrivano a completare un lavoro iniziato con loro lo scorso anno con un programma intenso di test su vari circuiti europei, dove il mio compito di driver coach era quello di prepararli per il debutto in gare impegnative come le 12 ore di Creventic e le 4 ore del VdeV. Sarà sicuramente un altro affascinante programma in questo 2017 ricco di impegni.”













