Continuano le polemiche, ma soprattutto le preoccupazioni per la salute dei cittadini, sull’impianto di conglomerato bituminoso, il quale lo ricordiamo, ha avuto una diffida da parte della Regione Toscana a mettersi in regola con le prescrizioni previste. A seguire la nota integrale del Comitato di Massorondinaio che riportiamo integralmente.
Il Comitato di Massorondinaio in data 13 agosto 2018 ha depositato istanza al Sindaco di Scarperia e San Piero, in qualità di massima autorità sanitaria sul territorio comunale, intimandolo ai sensi degli articoli 7 e 8 della legge 241/1990 di predisporre di uno studio di origine e impatto sanitario dell’attività dell’impianto di conglomerato bituminoso posta in località San Piero a Sieve e della compatibilità della stesso con la presenza residenziale attuale coinvolgendo Arpat e Asl territorialmente competenti o se quest’ultima fosse impossibilitata, istituti universitari e l’istituto superiore di sanità . Il comitato si è occupato fin da subito del problema concernente le emissioni odorigene di bitume che hanno dato luogo a numerosi esposti ad Arpat da parte della popolazione. Proprio a seguito di questi molteplici esposti, Arpat ha eseguito accertamenti ambientali presso l’impianto di bitume che dista poche centinaia di metri dalle abitazioni. Il 05 04 2018 Arpat ha dato comunicazione degli esiti degli accertamenti e tra i fatti rilevati vi sono : – la presenza di emissioni diffuse in atmosfera che si originano dalla movimentazione del prodotto finito, bitume
– i metodi di autocontrollo per i parametri SO2 e COT non sono rispettosi della autorizzazione vigente all’impianto
– il personale di Arpat non può procedere al campionamento analitico dei gas emessi perché non risultano presenti sistemi per il trasporto in quota della strumentazione necessaria al campionamento, considerato che l’unico accesso alla piattaforma è rappresentato da una scala a pioli.
La Regione Toscana in data 30 maggio 2018 ha diffidato l’impianto di conglomerato bituminoso ad ottemperare alle prescrizioni autorizzatorie che Arpat aveva trovato inadempiute. Questo doveva avvenire entro il 4/07/2018.
È trascorso più di un mese e mezzo dalla scadenza dei termini di diffida e ancora permangono forti emissioni odorigene di bitume percepite dalla popolazione.
Già il 2/01/2018 era pervenuta all’amministrazione comunale una richiesta di intervento ASL a seguito di maleodoranze di tipo bituminoso in località Massorondinaio a cui il Sindaco ha risposto nel luglio 2018: ‘’la richiesta appare irrituale e si significa che al momento non abbiamo ricevuto alcuna richiesta di provvedimento da parte di ASL in merito alla rilevazione di un problema sanitario legato all’area in questione’’. Ben coscienti di ciò, ma anche consapevoli dell’accertata presenza di emissioni diffuse non convogliate di bitume, in assenza di chiare, cioè documentate informazioni circa l’avvenuta risoluzione del problema post diffida della Regione Toscana, del perdurare ancora ad oggi di maleodoranze, del fatto che il bitume è composto anche da materiale derivato dal petrolio, il comitato di Massorondinaio chiede uno studio di impatto sanitario dell’attività dell’impianto di conglomerato bituminoso.
L’istanza al sindaco è stata firmata da ben 168 persone residenti nella zona in prossimità dell’impianto ma anche più distanti, ricordando che l’abitato di San Piero a Sieve è localizzato nel raggio di un km dal sopradetto impianto e che l’aria non ha confini.
Comitato di Massorondinaio












