Scrivono dal Comitato di Massorondinaio, che denuncia i rischi del locale impianto di produzione asfalti:
“Lunedì 4 aprile 2018 alcuni cittadini di Massorondinaio hanno inviato alla Regione Toscana istanza per assoggettare a valutazione di impatto ambientale (VIA) postuma lo stabilimento di Massorondinaio. Sintetizzando il contenuto della sentenza del 28 febbraio 2018 della Corte di Giustizia Europea, è legittima una valutazione di impatto ambientale a posteriori da effettuarsi, cioè, su un impianto o un’opera già realizzati e in esercizio e sui quali all’epoca della costruzione l’amministrazione procedente non ha ritenuto necessario svolgere né le verifica di assoggettabilità né la VIA. Al momento del rilascio da parte della Provincia di Firenze della Autorizzazione 1217 del 20/4/2010 e successivamente della Autorizzazione n. 3588 del 9/11/2010, l’impianto in oggetto era assoggettabile a procedura di Verifica di assoggettabilità a VIA. In realtà questa procedura non venne espletata e non è stata applicata neppure in sede di VIA postuma al momento del rilascio della autorizzazione unica ambientale (AUA) a luglio 2017. Il DLgs 152/2006, già in vigore al momento del rilascio della autorizzazione alle emissioni del 2010, stabilisce che gli impianti di smaltimento e recupero di rifiuti non pericolosi con capacità complessiva superiore a 10 t/giorno devono essere sottoposti a verifica di assoggettabilità a VIA. La Corte di Cassazione, con sentenza n. 37168 del 09/06/2016, ha ribadito che il fresato è classificabile come rifiuto e quello autorizzato nel 2010 era di 50.000 tonnellate/anno che corrispondono a 136 al giorno quindi ben oltre il limite delle 10 fissato dalla normativa sopra citata per l’applicabilità della procedura di verifica di assoggettabilità a VIA. Nella AUA del 2017 rilasciata alla Piandisieve si parla apparentemente solo di trattamento e recupero di inerti da cava ma non si esclude che l’attività dell’impianto abbia assorbito anche quella di cui era titolare la Bitumi Mugello, quest’ultima incorporata nel 2016 dalla Piandisieve. In questo caso l’impianto rimane sottoponibile a VIA (verifica di assoggettabilità) secondo quanto sopra esposto perché tratta materiale, o può trattarlo potenzialmente, classificato come rifiuto: il fresato. Il procedimento della VIA postuma non inciderebbe sul ricorso al TAR, che la ditta Bindi ha presentato contro la Regione Toscana per l’archiviazione della richiesta di voltura della AUA rilasciata alla Piandisieve, in quanto il giudizio del giudice amministrativo si basa su presupposti diversi. Lo scopo dei residenti di Massorondinaio è permettere una valutazione adeguata al contesto in cui è collocato l’impianto.” Grazie, Il Comitato di Massorondinaio












