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Commemorati i Martiri di Campo di Marte

80° anniversario dell'eccidio. Le vittime cinque ragazzi di Vicchio

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La cerimonia La cerimonia © NN
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Presenti allo stadio Franchi anche il sindaco di Vicchio Filippo Carlà Campa con l'assessore alla Cultura della Memoria Rebecca Bonanni, il consigliere comunale Emiliano Salsetta, il presidente dell'Anpi Alessandro Giannelli, il comandante della Polizia municipale Luca Poggiali, una folta delegazione degli alunni dell'Istituto comprensivo.

Cinque ragazzi poco più che ventenni, Ottorino Quiti, Antonio Raddi, Adriano Santoni, Guido Targetti e Leandro Corona, il 22 marzo del 1944 furono fucilati dai fascisti a Campo di Marte sotto la curva ferrovia dello Stadio, là dove oggi è il sacrario.
I cinque ragazzi, quattro originari di Vicchio, furono accusati di aver disertato la leva della Repubblica di Salò essendo ritornati a casa dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.

La condanna e l’esecuzione furono volute da Mario Carità, comandante della milizia fascista di Firenze, come esempio e monito alla città che solo cinque mesi dopo insorgerà e sarà definitivamente liberata dalle truppe Alleate. La fucilazione dei cinque ragazzi rappresentò un episodio particolarmente drammatico e doloroso.

La cerimonia si aperta con il tradizionale corteo che da via Nicolodi con il Gonfalone di Firenze, di Vicchio e di Sesto Fiorentino, i rappresentanti delle associazioni antifasciste e gli studenti, è proseguito fino a raggiungere il Sacrario sotto la Curva Ferrovia dello Stadio Franchi, dove si è tenuta la commemorazione ufficiale.

Sottolinea il sindaco di Vicchio Filippo Carlà Campa: "Vicchio ha partecipato attivamente alla lotta al fascismo e al nazifascismo, pagando anche in termini di vite. La Resistenza è stata coraggio, sacrificio, è stata Rinascita.
Pochi giorni fa abbiamo ricordato la 'prima' Liberazione di Vicchio ad opera dei partigiani. La reazione da parte dei fascisti e dei tedeschi fu molto violenta e si concretizzò in rappresaglie. L a violenza dei fascisti si abbatté su 5 giovani innocenti che furono catturati, condotti a Firenze, barbaramente uccisi con una fucilazione pubblica: Leandro Corona, Guido Targetti, Ottorino Quiti, Adriano Santoni e Antonio Raddi. Oggi ricordiamo il loro sacrificio e ne onoriamo a memoria.


La memoria è un bene prezioso. Se non conosciamo da dove veniamo, dove andare resta per lo più ignoto. Memoria, conoscenza, consapevolezza. Ne avvertiamo estremamente la necessità. La Memoria chiama la pace, grida pace".

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