Scrive la marradese Silvia Gurioli: Ciao Francesca, ho appreso la notizia della tua scomparsa. In un attimo ho rivissuto gli anni della gioventù trascorsi nel tuo atelier, dove ci incontravamo il pomeriggio insieme alle amiche di Via Fabbrini ed altre ancora. Tu eri sempre al lavoro: tagliavi le stoffe, imbastivi gli abiti, li provavi alle clienti e poi li cucivi a macchina.
Noi disponevamo le sedie a cerchio e, mentre tu continuavi il tuo lavoro, ci raccontavamo i problemi della nostra gioventù: le nostre storie, i divertimenti, le passioni, gli amori giovanili, la moda e cosi trascorrevano tanti pomeriggi. Gioa, spensieratezza, amicizia ci hanno legato indissolubilmente.
Ricordo un aneddoto divertente. Una tua cliente venne a misurarsi l‘abito che le stavi cucendo e durante la prova esordì improvvisamente: “Ma lei cosa ne pensa di quella povera Flora?” La guardasti incredula e trasecolata interrogandoti su chi fosse la donna citata. Chiedesti allora:“Di chi parlate? La signora rispose addolorata: “Parlo di Flora, la moglie di Marcello Mastroianni!! Quel vagabondo l‘ha lasciata!“ Scoppiammo in una sonora risata.
Il nostro pensiero era rivolto alla realtà marradese e non avevamo notizie in proposito. Quando pronunciò il cognome Mastroianni fummo inaspettatamente catapultate nel mondo del gossip che non apparteneva alle nostre conversazioni. Fu Giugi (Giuliana Bellini) ad introdurci nel tuo laboratorio dove apprendeva il mestiere di sarta.
Grazie alla tua maestria era diventata molto brava ed estrosa. Noi amiche confidavamo in lei per la confezione di abiti alla moda. Purtroppo ci ha lasciato troppo presto! Mia madre quando venivo da te mi diceva: Torna presto! Ho molte cose da fare! Non avrei mai voluto lasciare quella bella compagnia! Quando giovanissima mi sono trasferita a Firenze ogni volta che tornavo a Marradi ti venivo a trovare con mia figlia Raffaella. Non ci siamo mai perse! Ho sempre chiesto di te. Mi mancavi molto come pure le amiche di Via Fabbrini.
Piena di amiche di tutte le età – ricorda Silvana Barzagli – con lei era spontaneo confidarsi, ti ascoltava, non ti interrompeva mai, non ti giudicava, e con poche parole di conforto sapeva tranquillizzarti. L‘estate era sempre da noi a prendere Bruna Rossi per la loro consueta passeggiatina serale fino al 1995. La incontravo alla S. Messa nei giorno feriali: terzultima panca a destra entrando in chiesa e scambiavamo due parole e ci lasciavamo con un sorriso. Era al settimo cielo quando Rita Rossi rientrava a Marradi. Durante le Sagre andava ad aiutare i volontari della Comes. E‘ sempre stata vicina alla Comunità di Sasso. Sola ed ammalata fu ricoverata a Villa Ersilia e sovente andavo a farle visita. La trovavo silenziosa mi sorrideva sempre riconoscendomi e pronunciava brevi frasi alle mie domande. I nostri ricordi la commuovevano. Si è dimostrata con me sino alla fine un‘educatrice ed un‘amica che resta nel mio cuore“
Teresa Pieri racconta: “Ho avuto la fortuna di conoscere i suoi genitori – persone semplici ma molto caritatevoli e tolleranti. Francesca li ha curati e rispettati per tutta la vita seguendo quei sani principi cristiani che le avevano trasmesso. Suo padre è stato Sacrestano della Chiesa Arcipretale per lungo tempo: uomo dagli occhi limpidi, sereni e distesi. Piegato dal lavoro entrava nel suo laboratorio felice di vederci in sua compagnia. Sua madre sempre affacendata a volte si tratteneva con noi a chiaccherare. L‘umiltà aleggiava nella sua famiglia. Ricordare le persone umili, laboriose, generose è oggi più che mai un dovere per lasciare la testimonianza di un habitus sociale più ricco di rispetto e comprensione“.
Carissima Francesca, riposa in pace! Noi ti terremo con immutato affetto nei nostri cuori e nella nostra memoria!
Marradi 26 Luglio 2020 Silva Gurioli












