L’amministrazione comunale di Marradi lancia la fase due per la riqualificazione del centro storico. Ecco la nota che riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune:
Riconsegnare ai cittadini “spazi da vivere”. E far diventare il centro storico la “vetrina” di Marradi. Dopo la riorganizzazione della viabilità in via Fabroni e via Telenti, scattata poco meno di un anno fa, si delinea il programma di riqualificazione del centro e dell’intero capoluogo, e l’Amministrazione comunale dà inizio alla “fase 2”, aperta alla partecipazione: un programma ampio, ambizioso, che verrà realizzato a step, con interventi annuali fino alla conclusione del mandato, per ridisegnare Marradi, per recuperare e restituire ai marradesi luoghi e spazi da vivere. Afferma il sindaco di Marradi Tommaso Triberti: “Vogliamo recuperare spazi e aree verdi e farli tornare a vivere, farli diventare spazi da vivere per i cittadini. Abbiamo iniziato con la riorganizzazione della viabilità, ma ci interessa riqualificare complessivamente l’area centrale e per questo procederemo anno dopo anno a interventi di recupero, ripristino, rigenerazione – sottolinea -. Vogliamo che l’area della fontana si trasformi in un luogo d’incontro, aggregazione e frequentazione, e vogliamo dare nuova vita all’ex area del mercato coperto. Vogliamo dare un volto nuovo a Marradi, un progetto ambizioso ma ci riusciremo”. Intanto, scatta il maquillage alla scalinata di piazza Scalelle con la sistemazione dei gradini, ripulitura e rifacimento delle finiture in pietra, illuminazione a led e nuove fioriere, per donarle una linea e un’estetica più moderne: “I lavori – spiega il sindaco Triberti – inizieranno il 7 luglio, anche se speravamo in tempi più stretti. Il 10, in occasione dei mercatini estivi, la riapriremo parzialmente e il 17, a lavori terminati, terremo un’assemblea pubblica per presentare il programma generale di riqualificazione del capoluogo, e così anche raccogliere osservazioni. Vogliamo rendere il nostro paese più vivo, bello e ospitale – conclude – sia per chi ci abita che per chi lo frequenta”.












