“Si è raggiunto un punto limite, ma alla fine penso che i miei tifosi possano andare al Mugello perché non credo, o almeno spero, che non succederà niente” queste le parole del pilota Marc Marquez; dopo che sono sorte le polemiche sulla loro sicurezza in occasione del Gran Premio d’Italia al Mugello. Marquez avrebbe dichiarato anche:
“Si è raggiunto un punto limite, ma alla fine penso che i miei tifosi possano andare al Mugello perché non credo, o almeno spero, che non succederà niente”, ha dichiarato il catalano. Marquez ha poi voluto esprimere un proprio parere su quanto i social networ abbiano cambiato il modo di comunicare, ma anche il modo di modificare alcune situazioni: “Attraverso un computer tutto il mondo può dire qualsiasi cosa, tutti possono modificare la situazione. Alla fine, chi va in circuito è un vero tifoso e ci va per vedere le moto, per godersi lo spettacolo, credo che, come in qualsiasi sport, si vada per fare festa. Quindi, non è successo nulla a Valencia e non succederà nulla in futuro. I tifosi vengono in circuito per lo spettacolo e noi corriamo perché possano goderselo questo è l’importante”. “Nascosto dietro una schermo del computer chiunque può scrivere, dare la propria opinione e dire quello che vuole. E’ una cosa difficile da fermare, ma quando si inizia a correre comincia il bello, lo spettacolo e si ricomincerà a riparlare di moto”,
Ricordiamo quanto avevamo scritto nei giorni scorsi:
I tifosi italiani di Marc Marquez hanno annunciato che diserteranno la gara del Mugello della MotoGp. Motivo? ‘Problemi legati all’incolumità: ovvero per le minacce ricevute. Lo riporta in questi giorni il sito internet de La Gazzetta dello Sport (nel blog dell’autore Paolo Gozzi), spiegando che secondo i tifosi da quando si è accesa la polemica tra Rossi e Marquez (dopo i fatti di Sepang e Valencia) avrebbero ricevuto minacce. Tanto che avrebbero scritto su facebook: “Siamo davvero dispiaciuti di dover compiere questa drastica decisione ma al momento la situazione non è delle più rosee e l’ambiente è davvero pericoloso”. E ancora: “Troviamo vergognoso che una tifoseria non possa tifare liberamente il proprio campione senza correre rischi di ricevere minacce, oggetti o addirittura sputi” In risposta il direttore dell’autodromo del Mugello, Paolo Poli, si è detto sorpreso. Ed ha spiegato che al Mugello, per il Motomondiale, c’è sempre stato un clima di grande armonia. Tanto che il motto: “Al Mugello non si dorme” testimonierebbe il fatto che la notte i tifosi si divertono tutti insieme. Ed avrebbe anche aggiunto: “Se le minacce sono qualcosa di concreto i tifosi si rivolgano alle forze dell’ordine”. Concludendo dicendosi convinto che non ci siano le condizioni per parlare di pericolo. Come andrà a finire? Staremo a vedere….
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