Mugello

Manovre treni. Cosa è cambiato dopo il sacrificio di Fabrizio? Ne parliamo con la Cgil

Manovre treni. Cosa è cambiato dopo il sacrificio di Fabrizio? Ne parliamo con la Cgil

E il 10 novembre inizia il processo. Dopo il sacrificio di Fabrizio Fabbri, il giovane manovratore di Vicchio morto a soli 34 anni schiacciato dal treno che stava spostando (e dal quale era sceso per azionare uno scambio, clicca qui) dalla stazione del Romito alla stazione di Santa Maria Novella, sono state riviste alcune procedure, sia in termini di carico di lavoro notturno sia di organici presenti. In modo da scongiurare, speriamo, sacrifici come il suo che, lo ricordiamo, stava svolgendo da solo un compito che dovrebbe impiegare più persone. “Non è cambiato molto – spiega a OK!Mugello Marco Chellini, della Filt Cgil di Firenze – ci sono stati aggiustamenti nell’organizzazione del lavoro e nella gestione del personale, unite a un’opera di sensibilizzazione sulla sicurezza. Ora sarà l’inchiesta ad accertare le responsabilità”. Tra pochi giorni (il 10 novembre), infatti, inizierà a Firenze il processo per la morte di Fabrizio, per la quale sono state rinviate a giudizio quattro persone e la stessa Trenitalia per omicidio colposo (clicca qui); per aver permesso appunto che la manovra fosse eseguita da una sola persona, che doveva scendere dal treno per azionare gli scambi (momento nel quale Fabrizio fu schiacciato dal treno che si era rimesso in movimento).

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