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MALVESTITO” ma suona benissimo! Ecco il nuovo album tutto mugellano dell’ NMG TRIO

MALVESTITO ma suona benissimo! Ecco il nuovo album tutto mugellano dell' NMG TRIO

È arrivata come una folata d’aria fresca in quest’immobile calura estiva, una gustosissima produzione musicale indipendente e tutta mugellana: si chiama “Malvestito” ed è il nuovo album di una formazione già conosciuta sul territorio, l’ NMG Trio, ovvero il bassista Leonardo Baggiani, il percussionista Alessandro Suggelli e il poliedrico musicista e cantautore Nicola M. Genovese, lucano d’origine e mugellano d’adozione.

Malvestito” si presenta come un‘opera variegata e composita, che sfugge ad ogni classificazione: una miscellanea di idee, immagini, musica e poesia, che si fa strada lungo 11 brani da godersi a uno a uno come piccoli e preziosi gioielli di un vasto paesaggio musicale multiculturale. Ogni canzone è un pezzo a sé stante, unico e indipendente, eppure allacciato al filo rosso manovrato con maestria dall’NMG, che ha saputo dare unità e forza al multiforme insieme. È una piccola produzione dai grandi orizzonti, mugellano nella sostanza, ma con l’anima dal respiro internazionale: un viaggio di andata e ritorno attraverso diverse culture musicali, cantato in ben 4 lingue (italiano, inglese, francese e spagnolo) in nome dell’arte universale di combinare i suoni.
Nicola Genovese, compositore delle musiche e autore della maggior parte dei testi, da buon architetto, ha progettato con cura ogni dettaglio, ogni arrangiamento, ogni parola per costruire un panorama d’insieme armonico ed equilibrato nella sua varietà. Per dirla con le parole dello stesso autore:
È come cadere in un armadio al buio e prendere le prime cose che trovi senza badare a come ti staranno addosso. L’armadio è quello della mia testa che in tanti anni ha raccolto i vestiti di musica e parole, a volte acquistate direttamente, altre frutto di regali. Negli anni i vestiti possono risultare stretti o larghi, quindi alla fine bisogna arrangiarli un po’ per farli stare comodi.”

Malvestito” , infatti, è il frutto di molti anni d’impegno e di passione, di studio personale e d’apertura verso ogni genere di collaborazione: non è un caso, del resto, che in quest’opera si concentri la partecipazione di tanti autorevoli artisti, sia del luogo che d’oltreoceano, uniti tutti dall’alta stima reciproca nel segno della stessa musa sonora.

Da Vicchio, per esempio, sono arrivati alcuni membri della Funk Off (precisamente Dario Cecchini, Paolo Bini, Andrea pasi e Francesco Bassi, oltre ad Alessandro Suggelli) a dare fiato al pezzo “Parole tirate a sorte”, una canzone “preparata come una frittata, girata e rigirata”; poi, il maestro Dario Cecchini e il trombettista Paolo Bini si sono spinti a colorare di note “Insonnia”, un brano dal sapore di un lontano jazz anni ’60. Dai territori ‘d’Oltremugello’, invece, è giunta l’ispida chitarra di Toni Martinelli, a chiudere il brano “Scatole di cartone”, e l’intima tromba di Angelo Olivieri nella jazz-ballad “Per non farmi male”. Addirittura dal lontano Canada, dove conduce una trasmissione radiofonica sulla musica d’autore italiana, è accorsa l’australiana Linda Bull, che ha portato le vibrazioni dei suoi violini in “Cinico e maldestro”. Infine, dal caldo New Messico, la profonda voce di Nacha Mendez ci ha regalato tutta la magia suo intenso brano “Bodega de amor”, qui tradotto e riadattato dallo stesso Nicola per un canto a due voci, reso possibile dalle mirabolanti opportunità offerte dalle nuove tecnologie, nonostante la tanta distanza.

Tutti hanno dato il loro apporto sincero e in amicizia alla nuova produzione dell’NMG, che esce da questa esperienza cresciuto e arricchito di “benefiche vibrazioni”.
Completano l’album la canzone “Padam”, un’omaggio alla terra di Francia e alla sua madrina d’eccezione, Edith Piaf; le due originali ‘poesie fatte canzoni’ “I sit down & enjoy the show” e “La Grande Muraglia” scritte da Cristina Chieregato (autrice, tra l’altro, anche dei disegni dell’album); e, infine, “The room”, il brano strumentale di chiusura, ripresa stilistica in continuità con il primo album di Genovese, “Strano posto”, nella quale regna sovrana l’improvvisazione e la sperimentazione acustica, prima che la porta della fantasia si richiuda e ognuno rientri nella realtà della propria stanza.

 
In effetti, scoprire la trascinante musica dell’ NMG Trio è come partire per un improvviso sogno, un lontano quanto desiderato viaggio nello spazio e nel tempo dal quale, se non arrivasse alla fine qualcuno a ‘chiudere la porta’, non si vorrebbe mai far ritorno.
A questo proposito, ricordo con piacere la prima volta che li ho conosciuti: i tre NMG stavano suonando dal vivo, in diretta, in un eccellente programma radio, quello condotto da Fabio Orgollio il lunedì sera su Radio Mugello. Un programma raro e prezioso in questi tempi di omologazione culturale, un’apprezzata eccezione che ci auguriamo faccia proseliti almeno sul nostro territorio.
Con la radio accesa, mi trovavo nella tranquilla solitudine delle mie stanze, portando a termine alcune faccende, quando mi sono improvvisamente ritrovata sospesa tra le oniriche onde sonore di questa radio-nave, trasportata lontano dall’energia della loro musica. E mentre portavo avanti i miei doveri, quasi senza accorgermene, la mia testa se n’era già andata a spasso con l’NMG sull’aria di un ‘la’, al ritmo dell’onda che ritorna. Viaggiavo sulla strada del pentagramma e mi sembrava di ascoltare un programma di altri tempi: come in uno dei tanti racconti di mio nonno, quando la musica era uno dei pochi piaceri della vita e arrivava nelle case esclusivamente via radio, quando c’era, o dal vivo nelle notti di ‘veglia’, quando si poteva. Viaggiavo sul filo delle note e mi sembrava di ascoltare un programma di altri luoghi: come in quel magnifico film di Jorge Luis Sánchez, “El Benny”, in cui il protagonista, il cubano Benny Moré, da contadino autodidatta si fece musicista di fama internazionale e trovò il successo proprio grazie a un programma radio del genere, uno di quelli dove ci si può esibire dal vivo, e magari riuscire a incantare tutta L’Avana e ancora un po’ più in là…
Insomma: non riuscivo a credere alle mie orecchie, eppure non stavo sognando!
Chiusa la porta, ero lì, nelle mie stanze, un qualsiasi lunedì sera d’inverno, sintonizzata semplicemente su Radio Mugello. Eppure mi sentivo tra i boulevard di Parigi, negli aperti scenari del Canada, nel secco e fertile deserto del New Mexico, in bilico sulla Grande Muraglia. Trascinata dalla potente emozione della musica, che parla un linguaggio universale e non ha confini…

Chiunque fosse interessato a conoscere ed acquistare “Malvestito”, può farlo scrivendo direttamente a: nikraus@gmail.com, oppure può ascoltarlo in ‘streaming’ cercando sulla piattaforma “Spotify” il nome dell’autore “Nicola M. Genovese”, o ancora scaricandolo da “ITunes” cliccando qui .

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