Borgo San Lorenzo

Luco ha ricordato Padre Franco. Cronaca e foto

Luco ha ricordato Padre Franco. Cronaca e foto

La chiesa di S. Pietro a Luco, nel pomeriggio di sabato 23 ottobre, era illuminata e addobbata a festa. Così avrebbe di certo voluto Padre Franco Cellana (1942-2015), che è stato commemorato a un mese dalla sua dipartita. Così ha voluto l’organizzazione Africa jipe moyo (Africa, fatti coraggio) da lui coordinata fin dalla nascita e oggi nelle salde mani di Antonella Bertaccini e di un gruppo di volontari determinati e agguerriti, anche se quest’ultimo termine potrebbe sembrare quanto mai a sproposito data la missione di pace che stanno perseguendo. La scelta di Luco non è casuale dato che, come scrisse la stessa Antonella in un articolo sul Filo datato maggio 2011, le radici dell’Associazione “partono da Luco, dove un altro missionario dello stesso istituto [di Padre Franco, Missioni Consolata, N.d.R.] passava di tanto in tanto a trovare i suoi parenti e a raccontare la sua esperienza in Tanzania. Il seme missionario gettato da questo pioniere ha trovato terreno fertile e  negli anni è germogliato fruttificando  nella realtà di Luco. È divenuto infine una costante iniziativa interparrocchiale con il contributo di tante persone di buona volontà che si sono adoperate in mille modi  per realizzare molteplici opere  prima in Tanzania e poi in Kenya.” Nessuno si è quindi stupito nel trovare la chiesa completamente stipata. Chi scrive ha incontrato Padre Franco due sole volte, ma due sole volte che non si dimenticano. La prima fu il 14 ottobre 2013 a Case d’Erci. In quell’occasione fece scoprire agli intervenuti, a 360°, la realtà dei luoghi in cui operava: il Kenia, “un paese dove 2 milioni di anime occupano il 90% del territorio, e altri 2 milioni ne occupano il 10%.”. Il 24 maggio scorso, minato dal male che lo avrebbe poi strappato alla sua gente, ma non certo rassegnato, volle essere presente alla festa che Africa jipe moyo approntò per lui al Compostela Forum presso il Villaggio S. Francesco. L’abbraccio di tanti amici entusiasti gli ridette una forza inattesa, e nel giugno poté tornare in Africa come era suo profondo desiderio. Un mese fa, però, Padre Franco dovette soccombere alla malattia. Al termine della Messa, officiata da Don Giuliano Landini, hanno parlato una commossa Antonella Bertaccini e Paola Leoni, grande amica e compagna di sventura di Padre Franco, essendo stata assalita dalla stessa malattia, contro cui si sta battendo come una leonessa tenendo fede al suo nome. Poi, è stato proiettato un video che narra il ritorno dello scorso giugno. Impressionante, emozionante, commovente? Gli aggettivi in questi casi lasciano il tempo che trovano. Nessuno fiatava nel vedere il gippone con dentro Padre Franco, che si faceva strada in mezzo a una quantità di persone dalla pelle scura che lo rincorrevano, saltavano, danzavano, gridavano di gioia, alzavano cartelli. La visione del filmato ha fatto capire a tutti quale perdita sia stata per quella gente. E non solo. Per tutti. Anche per noi. Mai come adesso il titolo dell’Associazione si rivela opportuno. E tutti si stanno facendo coraggio. Proseguono il lavoro. Gli obiettivi più vicini li ha esposti la stessa Antonella: presso la comunità di Remot-Wamba, l’ultimazione della cappella-scuola in onore di Don Savino; e la Huruma Children’s Home, delle Suore Firmala dell’India, sempre a Wamba, che ospiterà bambini disabili abbandonati. Nella foto in alto: una panoramica dell’interno della Pieve.  

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