Barberino di Mugello

L’outlet, i diritti e il lavoro festivo (per Pasqua). Nota di Per Barberino

L'outlet, i diritti e il lavoro festivo (per Pasqua). Nota di Per Barberino

“C’era una volta il partito dei lavoratori, ma oggi non c’è più; o meglio, sembra che esso sia diventato il partito degli Outlet e della grande distribuzione, visti gli sforzi che fa per agevolare questo tipo di realtà”. Inizia così, con una spiccata vena polemica nei confronti degli amministratori locali, la nota della lista civica Per Barberino. Eccone il resto in versione integrale:

L’amministrazione locale, come quelle limitrofe, asseriscono con vanto che l’outlet sia la più grande realtà lavorativa di tutto il Mugello… Poi però si scopre che la dignità e i diritti dei lavoratori in questi luoghi non sono proprio un vanto: si dice che ci siano taciti ricatti, più o meno palesi, sul rinnovo del contratto, orari improbabili e inconciliabili con la vita reale, aperture illimitate con nastro orario giornaliero sempre più lungo. E, dulcis in fundo, come abbiamo appreso in questi giorni, aperture anche per le festività di Pasqua e Santo Stefano. Abbiamo letto che alcuni lavoratori hanno scritto al Sindaco Mongatti per cercare di porre un limite a tutto questo. Il Sindaco ha risposto che le aperture festive non sono più competenza delle amministrazioni locali. Vero. Con la liberalizzazione delle aperture, voluta dal governo Monti, queste grandi realtà possono fare come vogliono, ma è anche vero che il governo Renzi, invece di porre rimedio, ha pensato bene di aiutarle ancora di più, dando vita al Jobs Act, che, di fatto, ha smantellato tanti diritti dei lavoratori, riuscendo ad abolire addirittura L’articolo 18 ( impresa in cui neppure Berlusconi aveva avuto successo), inserendo la dicitura detta a ” tutele crescenti”. Crescenti per chi? Non certo per i lavoratori, che con questa manovra si sono visti di fatto catapultati indietro nel tempo. Eccolo il partito dei lavoratori di cui questa Amministrazione Comunale fa parte, ma che forse non è neppure un lontano parente di quel partito che fu veramente dei lavoratori. Inoltre Il Sindaco Mongatti, come abbiamo letto sui giornali, si è reso poi “… disponibile ad incontrare i lavoratori dell’Outlet e la loro rappresentanza Sindacale …”. Che dire? Forse nessuno gli ha detto che i sindacati in quella realtà sono pressoché inesistenti? Ma non perché non ci abbiano provato, ma perché avrebbero avuto bisogno di un forte appoggio politico, che è mancato. Addirittura si dice che a qualcuno, per essere assunto, venga proposto di firmare un foglio di rinuncia al diritto di sciopero. Forse il Sindaco Mongatti non si ricorda neppure che qualche anno fa era nato un comitato dei lavoratori che denunciavano le stesse identiche cose che vengono denunciate oggi, e che l’allora giunta Zanieri (stesso identico partito e anche diverse persone dell’attuale giunta) ne aveva, si dice, recepito e ascoltato le istanze. E poi? Niente tutto scomparso. Eppure, Outlet potrebbe, se politicamente e sindacalmente fortemente sollecitato, inserire nel contratto di locazione ai negozi la clausola che li obbliga a non fare lavorare le stesse persone per più di due festività consecutive. In cambio, se la politica fosse interessata al miglioramento delle condizioni di lavoro, riconoscere all’Outlet un logo/ marchio regionale che possa distinguerli come luogo in cui si rispettano un po’ di più i tempi vita dei lavoratori e delle loro famiglie. Già in Germania e Francia ci sono esperienze similari che, conti alla mano, portano anche un certo aumento delle vendite. A noi queste vicende lasciano molto amaro in bocca, ma altro non possiamo fare che esprimere la nostra solidarietà verso le lavoratrici e i lavoratori, e ci facciamo portatori delle loro voci fuori dal coro di omertà che pervade quelle realtà, dove si dice che l’Outlet non sia una democrazia, e dove, aggiungiamo noi, i lavoratori sono stati lasciati soli da precise volontà politiche fatte proprio da quel partito che l’aggettivo democratico lo ha solo nello slogan. C.C. Alfonsi Sonia

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