Dalle liste Libero Mugello e Per Borgo riceviamo e pubblichiamo questa nota in ‘difesa’ della Comunità Montana e delle specificità del nostro territorio. Tra le richieste quelle di prevedere di nuovo le indennità per gli amministratori e quella di assorbire i lavoratori precari:
Il consiglio comunale di Borgo San Lorenzo ha approvato all’unanimità un ordine del giorno da noi sollecitato nella riunione capigruppo in merito alla situazione della Comunità Montana Mugello: su quell’ordine del giorno non è stato diffuso dall’amministrazione comunale nemmeno un comunicato stampa.
Nel documento:
– si affermava la necessità di intervenire perché sia ripristinata l’indennità al Presidente e agli assessori che da giugno dedicano tempo alla Comunità Montana Mugello senza alcun compenso, mantenendo tuttavia le responsabilità. A fine anno la giunta della Comunità Montana verrà sciolta, anche se per tutto il 2011 l’ente non verrà soppresso. La gestione verrà affidata direttamente ai dieci sindaci che la compongono: situazione questa che condurrà alla paralisi delle funzioni. Noi riteniamo invece opportuno che sia garantita dal prossimo gennaio la presenza almeno del presidente nominandolo, ad esempio, assessore presso uno dei nostri comuni.
– si ribadiva l’urgenza di trovare soluzioni per salvaguardare i posti di lavoro dei precari della Comunità Montana (sono nove e alla fine dell’anno, dopo anni di lavoro – garantendo i servizi – rischiano di andare a casa)
– soprattutto si chiedeva alla Regione Toscana di riconoscere all’interno del sistema delle autonomie che la stessa Regione sta disegnando, la particolarità della montagna, garantendo nel percorso la più ampia concertazione e partecipazione.
La prefigurata Unione di Comuni non basta per salvaguardare un sistema fragile come quello montano. Nell’Unione i comuni si mettono insieme volontariamente quando sono dello stesso colore politico e, in genere, il comune più grande diventa capofila.
Conoscendo i comuni mugellani e le loro diversità e sensibilità politiche dubitiamo che vogliano essere diretti dal sindaco del Comune di Borgo San Lorenzo. Il rischio è quello di far riemergere sterili campanilismi che in questi anni la Comunità Montana aveva molto stemperato.
Di conseguenza appare necessario che la Regione assicuri la possibilità ai comuni montani un diverso modo di stare insieme garantendo una direzione super partes e la possibilità di delegare all’Unione funzioni non principali (ma quale comune di destra delegherebbe mai la gestione dell’urbanistica ad una amministrazione di sinistra ?) ma comunque importanti. Nel caso del Mugello esse sono quelle che già vengono esercitate: la protezione civile, la rete civica del Mugello, gli incendi boschivi, il sistema bibliotecario e museale, le politiche turistiche, lo sportello unico delle attività produttive, gestione gare per beni e servizi, i contributi sulle barriere architettoniche, il Sistema Informativo Territoriale, la gestione amministrativa e tecnica delle attività consortili di Bonifica (L.R. 34/94) e di difesa idraulica del comprensorio “”Val di Sieve””.
E questo, deve avvenire assicurando quei finanziamenti senza i quali la china già discendente dello sviluppo e dell’occupazione diventerebbe in montagna processo irreversibile.
Inoltre le deleghe regionali – soprattutto quella agricola e la gestione del demanio – devono essere mantenute sul territorio – non solo con la presenza degli addetti (altrimenti marradesi, palazzuolesi e firenzuolini sarebbero costretti ad andare a Firenze) ma anche come direzione politica: solo in questo modo sarà possibile far crescere il sistema Mugello con la valorizzazione delle produzioni.
Temiamo che il processo di accentramento messo in piedi dalla Regione più che eliminare gli sprechi elimini la possibilità di “contare” da parte dei comuni più lontani dalle città capoluogo di provincia.
E’ veramente un paradosso: la politica nazionale non fa che parlare di federalismo e di autogestione del territorio: di fatto ciò non accade né a livello nazionale né a livello regionale. La Toscana sta infatti andando nella direzione di un “NEOCENTRALISMO”” regionale con il risultato di penalizzare i territori.
Di tutto ciò si discuterà con la Regione Toscana il prossimo 6 dicembre a Borgo San Lorenzo.












