In un’epoca di incertezza e disillusione, Giovanni Incagli affida ai social un manifesto vibrante di speranza. Un appello che rompe gli schemi della retorica tradizionale per parlare direttamente al cuore delle nuove generazioni, esortandole a non restare spettatrici, ma a diventare protagoniste consapevoli del proprio tempo.
Il Messaggio di Giovanni Incagli
CARI GIOVANI,
mi rivolgo ai miei figli ma anche a tutti i giovani. Tornate ad appassionarvi alla politica, non credete a chi vi dice che sono “tutti uguali”. In ogni schieramento c’è del buono e del poco buono. Non tutti i diavoli stanno da una parte né tutti gli angeli stanno dall’altra. Ad ogni occasione scegliete le migliori idee, non sentitevi inadeguati a prendere il meglio da tutti.
Non fidatevi di chi sostiene che la propria visione sia l’unica possibile, l’unica degna, l’unica intelligente. Non credete a chi si aggrappa sempre e solo ai propri dogmi ideologici, troppo spesso lo fa per il proprio tornaconto. Soprattutto non ascoltate chi, invece di proporvi una prospettiva per il futuro, vi tiene legati alle paure del passato oppure ne inventa di nuove e fantasiose pur di non permettere il cambiamento.
Accettate l’incertezza del futuro e lottate perché quel futuro sia migliore. Non fatevi intimorire da chi profetizza sventure: troppo spesso lo fa solo per spegnere il vostro entusiasmo e mantenere il suo status quo. Quando si è giovani dovrebbero essere molti più i “sì” dei “no”, perché il “sì” crea nuove condizioni, apre a nuove esperienze, è avanzamento, è il marchio della giovinezza.
La vostra stagione vi lascia la possibilità di rimediare ad un eventuale errore. Se vi siete aperti la strada con un “sì” avrete sempre la possibilità di rivalutare quel “sì”, di cambiare, e comunque avrete costruito un’esperienza su quel “sì”. Se troppi “no” sono usciti dalla vostra bocca per la paura di provare, di avere fiducia in voi stessi e negli altri, forse non avrete rischiato niente, ma sicuramente non avrete neanche cambiato niente.
La frase di Steve Jobs “stay hungry, stay foolish” non lasciatela scritta solo sulle vostre t-shirt o sugli zaini della scuola: applicatela. Dite più “sì”, buttatevi, rischiate, non fatevi impaurire. Abbiamo bisogno di generazioni in grado di prendersi la responsabilità del fare le cose e di affrontarne i rischi. Le persone impaurite che scelgono di non fare, di non cambiare, di non accettare il rischio del cambiamento, rimangono ferme; e stare fermi non è la naturale condizione della giovinezza. Accettate i rischi, fate!












